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Arbitro, è colpa tua! Il delicato ruolo del direttore di gara al giorno d’oggi

Quando si parla di calcio si menzionano sempre le partite, le squadre, i giocatori. C’è una figura, però, che non viene mai presa in considerazione, nonostante un incontro non si possa disputare se essa manca. Stiamo parlando, ovviamente, dell’arbitro, tanto odiato e criticato da esperti ma soprattutto da non addetti ai lavori.

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Quello dell’arbitro è un lavoro difficile, che comporta tantissimi bocconi amari da mandar giù senza poter dire niente. Gli arbitri di Serie A devono subire ogni domenica (o almeno, dovevano) cinquantamila fischi ad ogni decisione. È capitato a tutti di inveirgli contro, non nascondiamoci, a casa o allo stadio. Perché è facile prendersela con il direttore di gara se la nostra squadra perde una partita o non ci dà le soddisfazioni che ci aspettavamo. La realtà, però, è un’altra: l’arbitro è la vittima principale dei fischi di milioni di appassionati per colpa del regolamento.

Sì, perché nessuno conosce fino in fondo le regole del calcio, sono davvero troppe. Esse, infatti, non riguardano solamente sostituzioni e fuorigioco, ma toccano un’infinità di aspetti assolutamente sconosciuti ai più. Ad esempio, voi lo sapete che c’è differenza tra i calci di rigore e i tiri di rigore? E lo sapete cosa succederebbe se un portiere riuscisse a segnare nella porta avversaria rinviando con le mani? Sono domande a cui non vogliamo rispondere. Vi invitiamo a cercare il regolamento ufficiale sul sito della FIGC, ne resterete sorpresi. In positivo o in negativo.

Il fatto che ognuno interpreti le regole come meglio crede, in base a simpatie calcistiche e in base alla situazione (un rigore al 90esimo farà sempre e comunque discutere tantissimo) fa sì che, alla fine, la vittima di tutti i nostri dubbi sia l’arbitro. È difficile ammettere che una decisione arbitrale contro la nostra squadra possa essere giusta, cercheremo sempre di trovare una piccolissima motivazione per avere ragione.

Uno dei dilemmi più grandi che accompagna ormai da anni la Serie A post VAR e che fa più discutere il lunedì mattina è il fallo di mano. Come si deve comportare l’arbitro quando un giocatore tocca il pallone con la mano? Le opzioni sono diverse. C’è chi afferma che il tocco di mano vada sempre sanzionato, chi guarda alla volontarietà del gesto, chi si sofferma sulla distanza tra attaccante e difensore. Noi non abbiamo ancora capito come funziona. E siamo sicuri che anche negli anni a venire le polemiche non si placheranno mai. Ecco perché in una partita di calcio il ruolo dell’arbitro è sicuramente il più difficile.

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Perché questo discorso? Non vogliamo di certo invitarvi a studiare a fondo il regolamento del gioco del calcio, sarebbe impossibile. Quello che vi invitiamo a fare, e l’invito vale anche per noi stessi, è di pensarci due volte prima di insultare un direttore di gara e urlargli contro, perché c’è la grande possibilità che lui abbia ragione e noi no. Nei campi di provincia, poi, dove giocano i più giovani, sentire offese contro dei ragazzi appassionati che prestano il loro tempo all’arbitraggio è altamente imbarazzante. Pensiamoci tutti un minuto di più.



Marco Nuzzo