Alta Tecnologia in orbita nello Spazio

In SCIENZE by redazioneLeave a Comment

Da molti anni, ormai, viviamo momenti di grandi sviluappi e notevoli scoperte nell’ambito dell’alta tecnologia spaziale.

Un settore così peculiare necessita di evoluzione e di innovazione continua, che diventi parte integrante del settore dell’alta tecnologia che mira alla conoscenza dello spazio.

Un esempio sono i sistemi di verifica e test, simulazione, monitoraggio e gestione dei big data, ma anche i robot, i computer, i sensori e i radar che consentono la gestione e il controllo delle operazioni sulla Terra e delle esplorazioni nello Spazio e su altri pianeti.

Le innovazioni nell’Alta Tecnologia spaziale

Negli ultimi tempi, il settore aerospaziale ha riscontrato, dunque, un elevato livello di sviluppo.

Al giorno d’oggi, diventa fondamentale conoscere alcune delle più recenti innovazioni che hanno cambiato il settore dello spazio. Ad esempio, abbiamo:

Space Rider, la navicella spaziale senza pilota

Space Rider è una navicella spaziale progettata in Italia.
Essa non necessita di equipaggio, può rientrare a Terra dopo il lancio e può, quindi, essere riutilizzata.

Gli scopi della progettazione di questa navicella sono, in particolare, la ricerca e lo studio.
Inoltre, la sua ideazione potrebbe portare alla progettazione di eventuali futuri viaggi spaziali.

La costruzione e il lancio della navicella sono stati passi molto importanti, soprattutto per la possibilità di portare macchinari e tecnologie in orbita per vari mesi e creare dei materiali nella microgravità, con la consapevolezza di poter far ritornare la strumentazione sulla Terra.

Inoltre, il suo utilizzo consente una riduzione dei costi, grazie alla possibilità di riutilizzo e di guida autonoma.

L’ideazione della Space Rider deriva dalla precedente navetta europea IXV che ha effettuato un lancio e un viaggio di qualche mese nell’orbita bassa, per poi rientrare sulla Terra.
La stessa Space Rider, al momento, riesce a viaggiare nell’orbita bassa per un certo periodo e a rientrare.

Nel 2017, la navicella è stata lanciata nello spazio per la prima volta, tramite il lanciatore Vega. Alla creazione di Vega contribuì un’importante azienda italiana, Vitrociset.
Essa svolge un ruolo chiave nel panorama dell’alta tecnologia nazionale. Lavora nel settore dello spazio ed ha un ruolo rilevante anche in altri settori, come quello della sicurezza, dei trasporti e della difesa, sviluppando tecnologie all’avanguardia e sistemi innovativi e moderni.

Falcon 9 e Dragon riciclati per lo Spazio

Nel 2017, il razzo Falcon 9 ha spinto la navicella Dragon in orbita. Quest’ultima trasportava strumentazioni e rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale in orbita terreste bassa.
La stazione ha lo scopo principale di effettuare ricerche scientifiche.

Il razzo e la navicella utilizzati a questo scopo erano già stati utilizzati per viaggi in orbita precedentemente.
È la prima volta che vengono utilizzati pezzi riciclati per una missione nello spazio.

Dopo l’atterraggio del razzo, la navicella è stata agganciata dalla stazione spaziale in orbita, con l’obiettivo di farla, successivamente, rientrare sulla Terra.

Falcon Heavy, il Falcon 9 più ‘pesante’

Negli inizi del 2018, è stato lanciato in orbita un razzo più potente, ideato con lo scopo di trasportare un carico pesante.

Il Falcon Heavy è stato creato con l’unione di tre razzi Falcon 9. Questi rimangono uniti tra loro durante il lancio e consentono alla navicella di avere una spinta maggiore e di trasportare carichi più pesanti.
Due dei tre razzi si staccano dopo qualche minuto per rientrare sulla Terra, in modo da poter essere riutilizzati. L’ultimo stadio Falcon 9 si staccherà, invece, successivamente per atterrare su una piattaforma nell’oceano.

L’Heavy Falcon è stato il primo razzo in grado di lanciare carichi molto pesanti e il primo a trasportare un’automobile elettrica, la Tesla Roadster.
Arrivata in orbita, la navicella si è, infatti, aperta per far uscire l’auto, invece del solito satellite.

Un robot umanoide spaziale, Valkyrie

La NASA sta testando un nuovo robot.
Il suo nome è Valkyrie ed ha sembianze umane. Esso possiede, infatti, sette articolazioni nel braccio, tre dita e un pollice, può roteare il polso, la vita e le gambe.

È stato ideato con lo scopo principale di agire in zone disastrate e irregolari, pericolose per gli astronauti umani.
Le attività previste per il robot saranno: estrazione di risorse, costruzione di habitat, lavoro con gli astronauti, soccorso in caso di emergenze.

Valkyrie può fare rilevazioni e calcoli in autonomia ed è dotato di sensore percettivo, batteria integrata e telecamera di emergenza.

Un nuovo robot intelligente, CIMON

È stato ideato un nuovo robot intelligente per la stazione spaziale internazionale.
Si chiama CIMON, fluttua nella microgravità, fornisce informazioni e dati sulla stazione spaziale e sulle ricerche scientifiche, ed aiuta gli astronauti.

È dotato di Intelligenza Artificiale, progettata per simulare la rete neurale del cervello umano. Questo lo aiuterà ad interagire con le persone, imparare ed aiutare.
A questo scopo, è stato dotato di uno schermo e di un sistema vocale evoluto.

CIMON (Crew Interactive Mobile Companion) è in stato di verifica ed aggiornamento in modo da fargli assumere nuove conoscenze ed informazioni sulla stazione, sulla mobilità e sul riconoscimento visivo degli astronauti, di cui diventerà collega entro breve tempo.

Sardinia Radio Telescope, il radar per detriti spaziali

Nel 2017, è stato implementato in Italia un nuovo un radar bi-statico, ossia un trasmettitore dotato di più antenne, installato dall’azienda italiana Vitrociset.

Lo scopo è quello di rilevare detriti provenienti dallo spazio, che potrebbero non disintegrarsi nell’atmosfera terrestre.

Intercettare detriti è un’attività rilevante per evitare il loro impatto sulla Terra e per individuare eventuali spazi liberi nell’orbita per il posizionamento di nuovi satelliti.

Il radar è in grado di rilevare oggetti di 10-15 cm² fino a 2000 km di distanza.

L’azienda Vitrociset si occupa dell’aggiornamento del trasmettitore, in modo che possa intercettare detriti di più grandi provenienti dallo Spazio.

Negli ultimi tempi, sono state ideate e progettate numerose opere di alta tecnologia aerospaziale.
Inoltre, lo sviluppo e l’innovazione nel settore crescono continuamente.

È un settore altamente strategico ed anche l’Italia sembra coglierne l’elevato valore.
Considerando le nuove tecnologie, Vega, la costruzione di nuovi satelliti, il paese si è dimostrato autonomo e all’avanguardia, contribuendo e collaborando ai recenti programmi europei.

Lo sviluppo del settore aerospaziale italiano è dovuto, in particolare, al lavoro svolto dalle aziende nazionali più rilevanti.
Una di queste è proprio Vitrociset, un’azienda che si impegna costantemente nella progettazione e nella fornitura di sistemi e di tecnologie moderne ed innovative.