Adultescenti: le ragioni dell’eterna immaturità

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Di Domenico Arcudi per Social Up.

«Uomini ancora bebè in tanti babà».

Così, attraverso questa frase dello psichiatra reggino Pasquale Romeo, tratta dal suo libro «Very normal people» (Ed. Cacucci, Bari, 2016); possiamo riassumere l’infantilismo della società degli ultimi vent’anni, una società in cui è normale ritrovarsi a quarant’anni a condividere gli stessi spazi con i propri genitori: infatti, secondo il rapporto ISTAT datato 2009, il 72,9% delle persone tra i 18 e i 39 anni viveva ancora coi propri genitori.

Alla base di questa non-crescita vi sono un insieme di cause: partiamo dall’ottica psichiatrico/sociologica unendoci al pensiero dello psichiatra Romeo, il quale asserisce ripetutamente che viviamo in una società che tende ad annullare ansia ed asperità attraverso il solito mantra «tutto si aggiusta», proprio come un ansiolitico.

Ma a fare da sfondo a queste personalità interrotte, vi è lo scenario della società tardo capitalista: una società viziata, in cui non contano più i sacrifici per ottenere grandi cose e in cui vi è il mito (effimero, tra l’altro) della “vita da bomber” alla Dan Bilzerian, ove si tenta disperatamente di arricchirsi tramite il gioco d’azzardo o attraverso dei fantomatici metodi d’arricchimento, oppure si “gioca” coi social network millantando divertimento e bella vita all’insegna del lusso, pur di cercare approvazione.

Tutte queste variabili hanno generato così una società assimilabile ad un gigante dai piedi d’argilla, che potrebbe cadere da un momento all’altro addosso a una serie di ignari spettatori, ove “fare il coglione sui social” è diventata l’unica alternativa per ambire al successo e alla carriera anziché farsi il culo per anni e anni ed acquisire conoscenze teorico-pratiche utili per la propria carriera.

A chi potremmo rivolgerci dunque? Psicologi, sociologi, terapeuti d’ogni tipo e addirittura la stessa politica, che attraverso la c.d. “Legge Fornero” ha aumentato il precariato ed impedito alla popolazione giovane di costruirsi un avvenire solido o di poter mettere su famiglia. Infatti, ci ritroviamo così davanti a una generazione incerta, insicura, che trova rinforzo alla propria autostima attraverso ai “like” di Instagram e al doversi arrampicare esasperatamente alle tendenze del momento.