5 cose che solo chi odia il Natale può capire

In EXPERIENCE, social up by Catiuscia PolzellaLeave a Comment

E anche quest’anno ci siamo: il Natale è arrivato. No, non è l’inizio di un’allegra filastrocca sulla festa più attesa dell’anno, ma una triste realtà. Decorazioni, luci, dolci e dolcetti di ogni forma, spot e cartelloni pubblicitari, subdole melodie che ti penetrano nel cervello, ogni cosa ci ricorda questo lieto evento. Lieto, un paio di ciufoli. Il Natale è il periodo più stressante dell’anno, a confronto la sessione degli esami all’università è una passeggiata: le interminabili code al supermercato, le corse folli per comprare i regali, le grandi abbuffate, le reunion con i parenti, il classico “Anche a te e famiglia”, insomma sono tanti, anzi troppi i motivi per odiare il Natale. Se anche tu sei un Grinch, questo articolo fa al caso tuo: ecco 5 cose che solo chi odio il Natale può capire!

 

Abbuffate

A tutti piace mangiare, ma effettivamente durante le vacanze natalizie il cibo è talmente tanto che sembra di essere imprigionati nella favola di Hasel e Gretel e messi all’ingrasso dalla strega cattiva. Aperitivo, antipasto, primo, secondo, contorno, frutta, frutta secca, dolce e amaro, per poi ricominciare un attimo dopo tutto daccapo, mentre si gioca ad una gigantesca, quanto noiosa, tombolata. Tra la vigilia, Natale e Santo Stefano mettiamo su una decina di chili perché “è tradizione”. Dopotutto, si può mai sfidare la tradizione?

Buonismo gratuito diffuso

Persone che si sono dimenticate di te per un anno intero, improvvisamente si ricordano di farti gli auguri, senza neppure chiederti se stai bene e se sei ancora vivo. Perché fare gli auguri a tutti i costi, anche se non sono davvero sentiti? Semplice: a Natale siamo tutti più buoni…per mandare al paese di Babbo Natale chi proprio non ci va a genio!

Parenti serpenti

A Natale tutti i parenti si ricordano di te: il cugino del cugino, la zia della vicina, la prozia che non vedevi dal giorno del nascita, il parente che viene dall’America. Ecco, durante i giorni di festa, tutti ma proprio tutti vengono a trovarti. E vai con l’interrogatorio, perchè naturalmente questi incontri sono solo un modo per “informarsi”: sapere se ti sei fidanzata, se ti sei laureata, se hai trovato lavoro, se hai sentito della figlia del compare e via dicendo. Ore interminabili di chiacchiere. Un consiglio? Armatevi di tappi per orecchie, annuite e sorridete amabilmente.

Intimo rosso

Usare l’intimo rosso si dice che porti fortuna, soprattutto l’ultimo dell’anno. Naturalmente c’è sempre chi regala la tristissima mutanda rossa che fa molto anni ’90. Se anche tu ogni anno ne ricevi una, che poi indossi nella speranza di avere un anno migliore, non preoccuparti. Non sei l’unico, così come non sarai l’unico a passare un altro anno di merda.

Che fai a Capodanno?

Con il Natale arriva anche la classica domanda, sicura e puntuale come un orologio svizzero: “Che fai a Capodanno?”. Una minaccia vera e propria, a cui non è facile rispondere. Perché tormentarci di ansia dieci giorni prima per una semplice serata? Al prossimo che ti chiede “Che fai a Capodanno?”, la risposta può essere solo una: niente, non voglio fare niente. Forse verrai lasciate finalmente in pace.

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Catiuscia Polzella

Catiuscia Polzella

Nata a Morcone (BN) nel 1988. Laureata in Scienze Internazionali presso l'Università di Siena. La mia più grande passione è viaggiare e mi affascina scoprire nuove culture e diversi stili di vita.

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