35 milioni per ricordarci il vero valore di Cézanne

All’incanto all’asta del 12 Maggio di Sotheby’s New York, stimato per una cifra elevatissima di circa 35 milioni di dollari, è l’ennesimo quadro di Paul Cézanne.

Cézanne
La Stampa

Ennesimo, perché non è la prima volta che le tele del francese prima impressionista e poi post-impressionista, tra i più influenti artisti rivoluzionari del XIX secolo, siano state valutate così tanto.

Stavolta tocca all’opera “Natura morta: mele e pere”, realizzata tra il 1888 e il 1890. Ebbene sì, un soggetto che, ancora oggi, a prescindere da chi l’abbia realizzato o sia stato fatto, suscita derisioni da parte di molti.

Ignoranti perlopiù, rimasti indietro in secoli che hanno preceduto la famosa “rivoluzione caravaggesca”, che se ha dato la spinta alla nascita di un’arte finalmente “moderna”, è anche perché ha fatto in modo che fossero posti sullo stesso piano tutti i generi pittorici, senza distinzioni.

Cézanne
My Luxury

Perché in fondo conta come si realizza, non cosa: qualsiasi cosa essa sia.

Tornando al francese, Paul non ebbe una vita florida, economicamente parlando, come molti suoi colleghi del periodo, per cui mai avrebbe potuto immaginare che un giorno le sue opere avrebbero potuto sfamare interi territori per il loro valore complessivo.

Tenui e delicati sono i colori di questo capolavoro, toccante nella sua semplicità: quasi puro potremmo dire.

Aldilà delle premesse cubiste per la scomposizione delle forme, dobbiamo ricordare quest’artista in relazione all’indagine naturalistica, così forse capiamo meglio anche il motivo di una cifra così vertiginosa.

Cézanne
Artemagazine

Dichiarò:

“Tutto quello che vediamo, non è vero?, si dilegua. La natura è sempre la stessa, ma nulla resta di ciò che appare. La nostra arte deve dare il brivido della sua durata, deve farcela gustare eterna. Che cosa c’è dietro il fenomeno naturale? Forse niente, forse tutto.”

Ebbene, piccolo o grande, niente o tutto, comunque ogni cosa per lui era natura: tutto quello che si poteva vedere, toccare, sentire. Tutto il mondo circostante. Ecco perché, chi inorridisce dinanzi ad un’asta “esagerata” per “un po’ di frutta” forse farebbe meglio ad interrogarsi, col supporto di Cézanne, su come l’armonia che spesso cerchiamo in riva al mare possa risiedere anche a casa nostra.

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InsideArt

Perché ogni cosa possiede una geometria, un rigore interno, una luce, che con la forza cromatica della sua pittura l’artista sapeva rappresentare, solo perché aveva colto direttamente dall’osservazione della natura. Che è niente o tutto, ma non importa.

È ovunque, anche se abbiamo spesso i paraocchi.



Christian Liguori