3 film da vedere assolutamente se sei pazzo di Edoardo Leo

“Scola quando ha girato C’eravamo tanto amati aveva 32 anni. Virzì quando ha girato Ferie d’Agosto ne aveva 31. Io non credo che essere giovani sia una categoria di merito. Ma noi abbiamo bisogno di vedere come un under 30 ci racconta e ci vede.”

 

Queste parole molto significative sono state pronunciate da Edoardo Leo, attore, regista e sceneggiatore sperimentale, laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma e frequentatore di corsi teatrali sin da giovanissimo. Portavoce della commedia dei giovani in Italia, si è distinto in numerosi film per tanti ruoli comico-riflessivi, a volte anche un po’ amarognoli, fino a cimentarsi con grande versatilità nell’ultimo film di Ozpetek, “La dea fortuna”, in un ruolo che poi diviene improvvisamente drammatico nel corso della vicenda. Debuttato sul piccolo schermo nel ’95, esordisce al cinema nel 1997 con “La classe non è acqua” di Cecilia Calvi.

Si è distinto particolarmente nel ruolo interpretato in tre commedie che vale la pena recuperare in questo periodo di quarantena, perché donano sorrisi, risate, riflessioni e amarezza, un concentrato esistenziale che insieme arriva anche ad emozionare.

 

Innanzitutto, segnaliamo “Perfetti sconosciuti”, pellicola di successo diretta nel 2016 da Paolo Genovese che, in vista del successo ottenuto, ha dato luogo a numerosi remake in molti Paesi del mondo. Si riflette sulle ipocrisie di oggi durante una cena tra amici, e tra scottanti rivelazioni ed amare verità che emergono inaspettate, si distingue Edoardo nel ruolo di un prima personaggetto socievole e simpatico e poi omofobo sfacciato, riuscendo ad evidenziare pienamente in viso lo scandalo e lo stupore di chi ha buon senso e riconosce la sua errata condotta. Insomma, riesce ad essere bravo totalmente nel suo valere pochissimo come persona all’interno della pellicola.

 

 

Sempre del 2016 è “Che vuoi che sia”, un film che lo vede coinvolto anche nel ruolo di regista. Si parla di web, di alcuni difetti di una rete poco sicura e responsabile se non la si sa impiegare nel verso giusto. In coppia con Anna Foglietta, è calzante nel proprio ruolo dolceamaro, e semplicemente fantastico in una particolare “sequenza bacchica”, quando ai Navigli milanesi sono entrambi ubriachi marci.

Il 2019, però, è l’anno della svolta con il film ozpetekiano “La dea fortuna”, in cui si cimenta nel ruolo di un omosessuale fidanzato con Stefano Accorsi, ma in crisi. Tra difficoltà sentimentali ed esistenziali, riuscirà ad innamorarsi di nuovo della persona che amava, ovvero il proprio compagno di vita. La sua recitazione tocca qui l’acme della spontaneità e della naturalezza, che ben si addice ad una storia vera, quale quella che il regista ha scelto di raccontare in una pellicola che scalda il cuore e fa bene all’anima. È incredibile come l’attore sia passato da un ruolo omofobico ad uno completamente opposto ed LGBT, rivelando, appunto, grande versatilità e una buona prova nel repentino cambio di rotta dal comico al drammatico, persino all’interno dello stesso lungometraggio.

 

 

“Quando ho fatto i primi lavori mi sono iscritto all’Accademia di Arte Drammatica e mi hanno bocciato, poi al Centro Sperimentale e mi hanno bocciato.”

Così disse Leo, eppure è un grande che non s’arrende, e sta facendo la sua strada!