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18 Regali: 5 motivi per vedere il premio David Giovani su Netflix

La serata dell’11 maggio, in cui il cinema italiano ha celebrato una delle sue notti più importanti, quella del David di Donatello, gli Oscar del cinema italiano, è stato assegnato un premio davvero speciale, decretato da un giuria composta da ben 6 mila studenti delle scuole superiori italiane, il David Giovani, vinto da uno dei film più belli che cinema moderno italiano abbia creato in questo periodo: 18 Regali.

Il film, nato da una storia tremendamente vera e incredibilmente sofferta, è arrivato nelle sale italiane a gennaio 2020, ma ha avuto davvero modo di entrare nel cuore di tutti coloro che lo hanno visto in uno dei periodi più bui dello scorso anno. Infatti, il vero boom di 18 regali è nato durante il primo lockdown nazionale, grazie anche alla collaborazione di alcune piattaforme streaming come Amazon Prime e Sky (per il pubblico italiano) e Netflix (per il resto del mondo).

È stato anche per questa stretta vicinanza creata con il pubblico, in particolare con quello più giovane, che 18 Regali è riuscito a trionfare ai David di Donatello, tra l’altro in una delle categorie più importanti per il futuro del cinema italiano, una che denota il forte interesse dei giovani per il mondo del cinema e che, dopo tutto, dimostra anche la possibilità di creare storie attraenti ma che allo stesso tempo portino con sé una trama incredibilmente profonda e straziante.

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Tra le chiavi di questo grande successo non si può non menzionare anche il grande cast che ha avuto l’onore di raccontare questa storia. Benedetta Porcaroli (Baby) e Vittoria Puccino, tra tutti, sono state le vere e proprie narratrici di questo racconto, riuscendo ad immedesimarsi nella trama e trasmettere in maniera tremendamente reale le sensazioni ed emozioni che i veri protagonisti di questa storia hanno vissuto tempo fa. Per loro due, in particolare, questo film è servito come conferma della loro indiscutibile bravura e capacità di essere reali di fronte ad un copione.

Per celebrare questo grande successo, ecco 5 motivi per (ri)dare un’opportunità a questo gioiello del film italiano e vedere 18 Regali su Netflix (ora disponibile anche in Italia!)

  • I 18 regali

Probabilmente senza i 18 regali programmati dalla madre di Anna prima di morire non ci troveremmo di fronte ad una trama di tutto rispetto; inoltre, il fatto che sia frutto di una storia vera aumenta a dismisura il tocco emotivo sciogliendo i cuori di chiunque.

La scena iniziale del film permette infatti di entrare nella trama consapevoli di trovarsi con una storia tutto tranne che superficiale. L’idea di riservare un regalo per ogni compleanno fino al 18esimo, quello che segna l’arrivo della maturità e della vita da adulto, dimostra l’impegno della madre di essere presente nella vita di sua figlia e accompagnarla in questa fase così complicata, ricca di tanti momenti belli ma altrettanti difficili e complicati, in cui un figli@ vorrebbe solo avere la sua mamma accanto.

  • Il padre come unica guida

Edoardo Leo nei panni di Alessio, padre di Anna, dimostra di essere una persona estremamente fragile ma, allo stesso tempo, consapevole di avere una responsabilità troppo importante per lasciarsi abbattere dalla comprensibile distruzione recata dalla morte di sua moglie. Alessio, infatti, diventa la guida di Anna, supportandola in tutti i suoi momenti più bui, sia con le parole che con il silenzio, un elemento sul quale sua figlia aveva sviluppato la sua intera esistenza, almeno fino a poco prima di imbattersi nell’avventura più surreale della sua vita.

  • La colonna sonora: eccezionale compagna di viaggio

La musica è da sempre stata capace di raccontare le storie da un punto di vista più immerso e profondo, e anche in questo caso riesce a dare allo spettatore una prospettiva perfetta delle emozioni dei protagonisti, celebrando sia quelle positive, come il matrimonio di Elisa e Alessio o i 17 compleanni di Anna con annessi regali rigorosamente organizzati da sua madre Anna, sia quelle strazianti, come il toccante momento in cui Elisa decide di scrivere la lettera per il 18esimo compleanno di Anna, aprendo il suo cuore come solo una mamma sa di poter fare per sua figlia.

Merito di questo grande trionfo musicale è il lavoro svolto da Andrea Farri, noto compositore musicale, che recentemente ha anche partecipato alla creazione della soundtrack di Non mi uccidere, film che vede la partecipazione di Alice Pagani (Baby) e Rocco Fasano (Skam Italia).

  • I supporti emotivi della mamma

Elisa non ha mai davvero dovuto affrontare questo percorso da sola, e oltre alla presenza immaginaria di sua figlia Anna, ha avuto la fortuna di essere appoggiata, in particolare, da due persone che sono risultate essenziali per continuare questo suo percorso. Da un lato Alessio, suo marito, e dall’altro Carla, amica conosciuta in ospedale per via della malattia molto simile, che diventerà una dei suoi supporti principali, e che prenderà anche un impegno molto importante: essere presente nella vita di Anna.

Di fatti, nell’emozionante video della consegna dei 18 regali, si può vedere come Carla sia sempre lì vicino ad Anna, cercando di trasmetterle l’essenza di sua mamma e volendola supportare con ciò che di meglio ha da offrire: l’ironia, la speranza e la voglia di ricominciare, proprio come lei stessa ha avuto la fortuna di poter fare dopo aver sconfitto la sua battaglia più difficile.

  • Il ruolo del destino e dei desideri

Sebbene il giro dato alla trama sia piuttosto surreale, ed evidentemente irrealizzabile, il potere di 18 Regali è quello di permettere allo spettatore, e ancora di più a chi ha vissuto una storia simile, di poter immaginare che in un’altra vita sia stato possibile questo incontro tra madre e figlio. Pensare che, nonostante tutto, esista sempre una seconda possibilità, un regalo del destino che permetta di recuperare il tempo rubato dalla vita, e che in un modo o nell’altro arriva inaspettatamente.



Marco Russano