Van Gogh: dalla tela alla tele

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Di Federico Frigo  per Social Up!

Quando si pensa alla vita di Vincent Van Gogh, fatta di drammi personali, di insuccessi lavorativi, di traumi, è come se venissimo trasportati in un film, e presto, grazie al lungometraggio Loving Vincent, questo sarà possibile, facendo di questo progetto il primo film “dipinto” della storia.

Il progetto, sotto la direzione artistica di Dorota Kobiela, ha avuto origine nel 2012, ma la monumentale fase di lavorazione ha richiesto ben quattro anni per essere portato a termine. Gli artisti coinvolti per la realizzazione delle tele sono passati dai 30 iniziali ai 100 recentemente sorpassati, che al ritmo di 12 dipinti ad olio per secondo di produzione ci trasporteranno attraverso l’esperienza biografica ed artistica di uno dei maggiori esponenti della pittura del diciannovesimo secolo.

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La scelta di un autore come Van Gogh per un progetto innovativo come questo, d’altronde, non dovrebbe stupire più del dovuto, considerato che la sua pittura ha già insite le caratteristiche che in qualche modo rendono le sue tele già dei film. Impossibile dimenticare infatti le pennellate dense e spesse che rendono i dipinti quasi tridimensionali, e l’idea di movimento e dinamismo che fanno sembrare le figure quasi pronte a balzare fuori dalla tela e a raccontarci la loro storia, fattori che probabilmente racchiudevano già le motivazioni della scelta di questo autore per un progetto ambizioso come questo.

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Il lungometraggio si propone, attraverso la visione dei dipinti animatidi travolgere e trasportare lo spettatore lungo la vita del pittore, fatta di controversie, ansie, difficoltà e privazioni, per affrontare anche la carriera e la morte, e il tutto viene completato da interviste fittizie con protagonisti i personaggi che più hanno caratterizzato la vita dell’olandese.

 

Un progetto ambizioso dunque, che dimostra una volta di più come il progresso della tecnologia possa incontrare ambiti come l’arte e la letteratura, considerati a volte obsoleti, e rivestirli di nuovo interesse, per rendere opere immortali capaci di essere continuamente rilette, reinterpretate e apprezzate.