Tanti auguri al “comico delle maschere”: i 70 anni di Carlo Verdone

“Magda, tu mi adori? Ma lo vedi che la cosa è reciproca?!”. La verità è che siamo noi italiani ad adorare tanto l’attore Carlo Verdone, al quale va un immenso augurio di serenità e gioia per questo giorno per lui tanto speciale che è il suo anniversario di nascita.

Verdone
Virtù Quotidiane

Buon compleanno ad uno dei volti comici più popolari del cinema italiano, che oggi compie 70 anni e che ha significativamente esordito al cinema come regista nel 1980 con “Un sacco bello”, segnando l’inizio di un percorso di rinnovamento che avrebbe riguardato in modo diverso ma analogo anche Troisi, Nuti, Moretti ed altri, sotto il vessillo di quell’etichetta che, se per molti suona male, a noi va più che bene: “i nuovi comici”.

Verdone
Wikipedia

Ebbene sì, perché Verdone, partendo dal teatro, dal cabaret e dalla televisione, ha portato al cinema dei personaggi, veri, presi dalla realtà, ma la novità consiste nell’averli saputi ben modulare, mantenendosi sempre sul sottile confine tra realismo e caricatura, mostrando al contempo che il mondo a noi contemporaneo spesso si presenta esso stesso deformato: appunto come una caricatura.

 

Memorabili così i suoi duetti con Magda o la Pivetti, rispettivamente nel suo secondo film da regista “Bianco, rosso e Verdone” (1981) e in “Viaggi di nozze” del ’95. È il nevrotico ansioso di turno che, non per questo non è capace di peccare di insensibilità. Soffocante nel primo, nel secondo dei due lungometraggi diviene addirittura perfido nel finale inaspettato.

 

Verdone, inoltre, è da sempre bravo a giocare sui contrasti, proponendo un’umanità varia (dal mammone al cafone, dal precisino al superficiale) che ha toccato l’acme a soli 8 anni dal debutto, quando con “Compagni di scuola” l’attore-regista ha firmato il suo capolavoro, finora insuperato nel panorama dei suoi film.

Verdone
Adrenalina Blu

In perfetto equilibrio tra dramma e commedia, il lungometraggio è una delle migliori commedie all’italiana in un’epoca in cui di film del genere davvero sorprendenti non se ne facevano tanto più, e il merito è tutto verdoniano, che ha qui proposto una personale riflessione sulla falsità dei rapporti umani e sul confronto generazionale, mostrandosi al contempo abilissimo nella direzione di un folto cast corale.

Verdone
TPI

Come mai la sua maschera riesce a conquistare il pubblico e la critica e a cosa è dovuto il suo successo? Innanzitutto, sono maschere, più di una, in grado di accontentarci tutti, analizzandoci. Inoltre, va riconosciuto un po’ di merito anche ad Alberto Sordi, quell’istituzione cinematografica del nostro Paese che l’ha affiancato negli anni della formazione, in particolare in pellicole come “Troppo forte” (1986) e “In viaggio con papà” (1982).

 

Non dimentichiamo nemmeno l’incontro con il regista Sergio Leone e il compositore più bravo al mondo, Ennio Morricone, che ha musicato il già prima citato “Bianco, rosso e Verdone”.

Verdone
Famiglia Cristiana

Insomma, una schiera di artisti geniali che hanno indicato a lui consigli per seguire la giusta strada, che forse aveva comunque già trovato da sé, grazie alla sua preparazione e alle sue intuizioni. Anche dopo il 2000 Verdone ha continuato a fare commedie, e il suo ultimo lavoro è recentissimo (“Si vive una volta sola”). Questo spiega il successo di un comico capace sempre di trovare novità da indagare e bersagliare, per quanto l’età si faccia sentire nella minore capacità di acume critico.

Verdone
Il Messaggero

Questo come regista, e va ammesso, ma come attore non si discute: Verdone non è l’erede di Sordi, come molti ciarlatani hanno affermato, ma semplicemente perché Verdone è Verdone, e non avrà eredi!

 

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Christian Liguori