Allerta suocere! Quando sua mamma diventa un problema

Digitando la parola suocera su Google, la prima immagine che spunta fuori è quella di una vecchina con degli occhiali, che accentuano una sguardo indagatore dalle sfumature malefiche, e un espressione facciale che istiga il beato bisogno istintivo di spedirla (senza biglietto di ritorno) in un paese lontano, molto, molto lontano. Ma è davvero questa la donna che ha messo al mondo la nostra dolce metà?

La figura, ormai mitologica, della suocera potrebbe trasformarsi nella migliore delle nostre complici (credeteci) come nella peggiore delle nostre nemiche. Come tutti ben sappiamo, i rapporti umani, con antipatie e simpatie connesse, si basano su diversi gradi di empatia che stabiliscono, fin da subito, se la vostra, relativamente alle suocere, è una condanna permanente o momentanea o un’assoluzione. Se è pur vero che la cosiddetta “prima impressione a pelle” ha il suo peso, è anche vero che molto dipende dalla persona che avete davanti, dal suo carattere e dai suoi interessi, ma, soprattutto, dalle persone che siete. Infatti, nella maggior parte dei casi, se ci si mostra dolci, carini e coccolosi come batuffoli di cotone fluttuanti nel vento, indubbiamente vi scambieranno come soggetti facili da modellare a proprio piacimento.

In pratica, comprerete un letto a tre piazze: voi, il partner e la suocera, rigorosamente in mezzo. Se siete dei soggetti ribelli e amanti della vostra libertà, solitamente, segue un’udienza, a vari episodi, in cui lei tenta di convincere la vostra metà della mela, figlio/a della suocera, che voi non siete la persona giusta, o anche peggio, che siete un abbaglio, un tenero poppante a cui il povero figliolo deve fare da baby sitter. I motivi di queste antipatie, il più delle volte reciproche, dipendono da diversi fattori: incompatibilità caratteriale, troppo affidamento nella “prima impressione a pelle”, complessi edipici irrisolti, superficialità, incomprensioni, gelosie, diverse e lontane sensibilità.

In questo panorama di cactus, tuttavia, non disperate!! Infatti, c’è anche il tipo di suocera che sa coinvolgere, senza pressare, ovvero, che si fa gli affari suoi, se proprio vogliamo essere raffinati e non scadere in un linguaggio diretto, ma “très vulgaire”. Questa è quella suocera che alcuni coraggiosi e fortunati arrivano a chiamare “mamma”, e che è dotata di una mentalità aperta e di un cuore caldo, senza interferire troppo nella vita sentimentale dei figli. Certo, l’influenza di una suocera in un rapporto di coppia è direttamente proporzionale al carattere del figlio/a.

Per l’appunto, se siete affiancati da qualcuno che sa stabilire dei limiti, che è capace di non farsi scoraggiare dalle chiacchiere, sovraccariche di superba ignoranza, della propria madre, non avrete di che preoccuparvi. “In media stat virtus“, la virtù sta nel mezzo, mormoravano i saggi latini, quando osservavano le loro figlie esacerbarsi alla vista della loro suocera. Forse, bisognerebbe solo essere più leggeri e bilanciare pazienza, sopportazione e dedizione, lontano dal pregiudizio… peccato che “in medio” c’è anche un dito che porterebbe a ben altre soluzioni!

Per quanto riguarda voi, non annullate il vostro carattere per compiacere la vostra suocera e non rimuginate sulle frasi cattive che avete sentito dirle. Siate voi stessi, nel bene e nel male, e rideteci su, perché se qualcuno si è innamorato di voi, un motivo ci sarà e, certamente, non è per quello che non siete.



Alessandra Nepa