26th April 1923: King George V of Great Britain (right) and Queen Mary on the wedding day of their son George, later King George VI, to Elizabeth Bowes-Lyon (1900 - 2002). With them are the Earl and Countess of Stramore (left). Original Artist: By Elliott & Fry. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Strathmore, la famiglia maledetta

Sì, lo so: ogni volta che parlo di un castello del Regno Unito scrivo che è uno dei più infestati del mondo. In realtà non me lo invento io, ma lo affermano giornali e credenze comuni locali. Questa volta siamo a Glamis, un piccolo villaggio scozzese situato nella contea dell’Angus, a 200 km a nord di Edimburgo.
Di Glamis chi non è di quelle zona ricorda solo l’imponente castello, di cui la data di costruzione è andata perduta nel tempo, ma si penso molto prima dell’anno 1000. Oggi è di proprietà della famiglia Strathmore, che avrebbero ereditato una terribile maledizione gravante sui precedenti proprietari.
Per arrivare alla maledizione bisogna andare parecchio indietro nel tempo: esattamente non è chiaro, ma forse il primo indizio risale addirittura al 1372, quando Sir John Lyon acquistò il castello di Glamis. Lyon giungeva da Forteviot, da dove ovviamente si portò alcuni effetti personali e una serie di oggetti costosi o di grande valore. Tra questi vi era uno strano calice che, secondo i documenti della famiglia, era stato trovato in una grotta nei suoi possedimenti che si era parte in seguito ad un tremendo terremoto.
Quel calice sembra fosse al centro di strani avvenimenti e lo stesso Lyon più volte aveva affermato che nei suoi pressi venne trovata un’incisione nel terreno in cui era lanciata una tremenda maledizione: chiunque avesse spostato il calice dal luogo in cui era conservato avrebbe sofferto calamità, malattia e con la morte su tutta la stirpe. Qualcuno lo ha addirittura accostato al Sacro Graal, ma io preferisco discostarmi da questa ipotesi.
Alla base delle sventure della famiglia Strathmore ci sarebbe quindi un maleficio molto più antico di quello che colpì la famiglia oltre 4 secoli più tardi.
I Lyon e gli Strathmore sono esattamente la stessa famiglia: nel 1677 Patrick Lyon ricevette il titolo di Lord Glamis e quello di Conte di Strathmore e Kinghorne. Da allora il castello di Glamis fu ereditato da Patrick Strathmore che iniziò una nuova dinastia.
Si dice che fosse uomo violento e dissoluto, ma soprattutto ossessionato dal gioco, dal bere e dalle donne. Il conte era solito selezionare personalmente la servitù femminile e spesso ne testava le capacità a letto: da una relazione con una serva nacque però un figlio deforme, un figlio bastardo che sarebbe dovuto morire come tutti quelli di altri nobili del tempo. Tuttavia proprio la deformità era al tempo considerata una cosa sovrannaturale e si credeva che uccidere una creatura mostruosa causasse sciagure e morte a tutta la famiglia.
La leggenda dice che il bambino fosse privo del collo, gli arti deformi, ma una forza incredibile. Strathmore, terrorizzato da quella vista, ordinò che fosse rinchiuso in una stanza all’ultimo piano e che solo la madre del bambino, lui e pochissimi altri potessero entrarvi. Sempre la leggenda vuole che il “mostro di Glamis” morì solo nel 1921.
Si dice che lo stesso conte Strathmore sia morto in una stanza attigua: una sera Patrick Lyon invitò alcuni sui creditori a giocare una partita a carte, convinto di ridurre in qualche modo i debiti di gioco che aveva accumulato. Li condusse nei sotterranei e lì giocarono per un’intera notte: qualcuno dice che avesse trovato un modo per barare dato che obbligò anche uno dei servi più fidati ad unirsi al tavolo. Sta di fatto che effettivamente riuscì a rifarsi dei suoi maggiori debiti e addirittura a guadagnare una cospicua cifra, ma il conte sembrava non voler sprecare quella fortuna improvvisa e si vantò di essere imbattibile, sfidando perfino alcuni guardia spalle dei suoi sfidanti a batterlo. Mentre i giocatori recuperavano i loro cappotti per andarsene, un uomo ammantato di nero, rimasto sempre in disparte e nell’ombra, accettò la sfida e iniziò così una sfida molto accesa al tavolo. La posta del gioco rimase un mistero, ma il padrone di casa perse la partita e dopo quella notte sparì nel nulla, così come quell’enigmatico individuo vestito di nero.
Si potrebbe (si dovrebbe) parlare di un baro più esperto, di un uomo più attento degli altri alle mani del conte sotto il tavolo o di un aguzzino scaltro e pericoloso con cui il conte scelse di non imbrogliare, ma si dice (anche questo non è verificato), che prima che l’uomo uscisse dall’ombra il conte disse che era talmente abile al gioco da riuscire a battere perfino il diavolo in persona.
Al di là della leggenda e delle credenze in effetti da quella sparizione iniziò nuovamente una sorta di maledizione sulla famiglia, una bizzarra serie di coincidenze che terrorizzarono chi la frequentava da vicino: ci sarebbe un segreto che deve essere tramandato solo ed esclusivamente dai padri ai figli e solo quando questi compiono 21 anni.
Nell’anno 1900 l’allora contessa Strathmore, annoiata per le continue assenza del marito per cause politiche, volle indire un sontuoso banchetto con tanto di gara ballo. Per concludere la serata già ben riuscita ed appassionare i suoi ospiti organizzò con alcuni ospiti una gara di abilità in cui i maschi più atletici si sfidavano a raggiungere per primi ogni finestra del castello ed appendervi un lenzuolo bianco. Alla fine del gioco, quando tutti erano convinti di aver “conquistato” tutte le finestre del castello, nel cortile notarono che 7 finestre non erano contrassegnate: quella sera la contessa scoprì che alcune stanze del castello erano state murate e non erano accessibili.
Quando il conte tornò a casa e scoprì il gioco organizzato dalla moglie, non solo reagì in maniera esagerata e violenta, ma divorziò addirittura dalla moglie.
Pochi anni dopo, nel 1904 Claude Bowes-Lyon confessò pubblicamente che esisteva un terribile segreto che la famiglia Strathmore non dovevano e non potevano rivelare ad nessuno: solo i primogeniti maschi potevano conoscerlo e ognuno di loro faceva giuramento di non condividerlo con nessuno.
Qui torna in auge la leggenda secondo cui il figlio di Claude, essendo più debole psicologicamente, non riuscendo più a sopportare il pesante fardello rivelò il segreto ad un giardiniere. L’ uomo fuggì dal castello e non vi rimise più piede.
Oggi l’attuale proprietaria e la discendente degli Strathmore è rimasta (forse) allo scuro della maledizione di famiglia: la discendenza maschile si è estinta ed essendo una donna non le stato rivelato del segreto maledetto. Cercò di conoscerlo e per farlo fece visita all’anziano giardiniere, ma nonostante laute ricompense e molta pressione, l’ uomo non cedette e si limitò a dirle:

«Siete fortunata a non conoscerlo. E non lo saprete mai perché altrimenti diventereste la più infelice delle donne.»

Ultima considerazione (non mia, ma addirittura del famoso David Icke): non è detto che la maledizione si sia arrestata perché non sappiamo se i discendenti maschi delle donne di casa Lyon-Strathmore non possano essere obbligati ad averci a che fare. Giusto per capirci, la madre dell’attuale regina Elisabetta era una Lyon-Strathmore e il principe Carlo sarebbe quindi un discendente diretto. Lo scrittore cospirazionista Icke poi divaga sulla questione parlando di nobili non del tutto umani, ma sarebbero una specie di razza umanoide.
Certo è che nell’ultimo secolo Che il numero di suicidi in questa famiglia è notevolmente alto: che ci sia ancora una strana terribile maledizione in agguato in famiglia?



redazione