“Storia dell’Italia mafiosa”: il racconto di Isaia Sales sul successo della mafia

Che cos’è la mafia? Esiste una definizione che comprenda davvero tutti i caratteri di questo movimento criminale? E se esiste, come va interpretata? Che ruolo hanno avute le mafie all’interno della storia Italiana? Come sarebbe il nostro paese se non fossero mai esistite? Sono queste le domande che Isaia Sales, scrittore, sociologo e saggista italiano si è posto nello scrivere il suo ultimo libroStoria dell’Italia mafiosa, pubblicato dall’editore Rubbettino. In un incontro avvenuto l’8 giugno presso l’Università Statale di Milano e promosso da WikiMafia, Isaia Sales ha cercato di spiegare perché le organizzazioni criminali a stampo mafioso hanno avuto successo in tutti questi anni. Già dal titolo, si evince la scelta dello scrittore di evidenziare lo stretto rapporto che è sempre esistito tra Stato e mafia, legame che rende tale criminalità organizzata qualcosa di più di una semplice organizzazione criminale che usa la violenza per raggiungere i propri fini.

Se guardiamo indietro nel tempo, non è difficile notare che la nostra storia ed il passato del nostro paese è caratterizzato dall’esistenza di diverse organizzazioni criminali violente, prime fra tutte quella dei briganti, una forma di banditismo sviluppatosi nel Mezzogiorno d’Italia nel corso del XVIII Secolo, fenomeno che, da un certo punto di vista, potrebbe essere considerato anche più violento delle mafie di oggi. Tuttavia, grazie alla dura repressione di cui sono stati oggetto, i Briganti, che combattevano per motivi sociali, politici e anche religiosi, nel corso degli anni vennero sconfitti dallo Stato italiano. A questo punto sembra logico porsi una domanda: perché è così difficile riuscire a debellare, invece, il problema della mafia? Probabilmente, come sostiene lo stesso Sales, la loro garanzia di sopravvivenza è data proprio dalla capacità di relazionarsi con la classe dirigente e con gli organi di potere principali,  i quali diventano  completamente dipendenti dai loro “servizi”. La comprensione delle organizzazioni mafiose, quindi,  non può prescindere dallo studio del momento storico a cui si fa riferimento, dalla classe dirigente al vertice, dalle convergenze storiche e politiche dello Stato. Per studiare la mafia bisogna studiare la storia d’Italia e viceversa.

Partendo dalle sue origini meridionali, lo scrittore nel suo libro tenta di analizzare le cause del problema, troppo spesso legato all’esistenza di una determinata “mentalità del sud” che tende a giustificare e perpetuare la presenza della mafia. Ma allora, se chi nasce al sud è “predisposto ad avere il gene mafioso”, come è possibile che quelle stesse terre abbiano dato la vita a grandi uomini che hanno fatto della lotta alla mafia la loro ragione di vita? Falcone, Borsellino, Peppino Impastato come dovrebbero essere considerati? La verità è che nessuna cultura, nessuna tradizione, nessun uso o costume può generare una “mentalità” distruttiva al tal punto da creare fenomeni violenti come quelli mafiosi.

Storia dell’Italia mafiosa” rappresenta un’importante innovazione nello studio e nell’analisi dei fenomeni mafiosi in Italia, un grande affresco storico che individua le ragioni di fondo di un modello criminale il cui successo dura ininterrottamente da duecento anni. Per la prima volta viene ricostruita in maniera unitaria la storia della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra dalla nascita nel Mezzogiorno borbonico, allo sviluppo nell’Italia post unitaria, al definitivo affermarsi in età repubblicana, fino ai nostri giorni.  Si tratta, inoltre, del contributo più significativo al superamento delle interpretazioni e degli stereotipi dominanti, che vedono la mafia come frutto esclusivo del Mezzogiorno, della sua arretratezza economica e sociale, di una cultura omertosa e complice, idea che rappresenta un ostacolo invalicabile alla comprensione esatta del fenomeno. Pagine appassionanti svelano perché le mafie, nonostante gli auspici di tanti, non siano state sconfitte dalla «modernità», anzi si siano trovate pienamente a loro agio dentro di essa, senza alcun imbarazzo, sfruttandone a pieno i benefici ed i vantaggi. “Storia dell’Italia mafiosa” è lo studio di un problema che non ha, e forse non ha mai avuto, i tratti di una “questione meridionale” ma, invece, possiede tutte le caratteristiche di una piaga tutta “made in Italy”.



Nausicaa Borsetti