Stop ai ritocchini nelle foto: arriva l’intelligenza artificiale

In WEB by Sharon SantarelliLeave a Comment

Il noto software statunitense Adobe, conosciuto da chiunque abbia mai avuto un pc negli ultimi 20 anni, ha da breve presento un nuovo progetto in grado di svelare se una foto è stata o meno modificata con effetti di qualsiasi tipo. Siamo certi che in questo precisamente istante qualcuno di voi si stia sbellicando dalle risate (magari pensando a chi del ritocchino con photoshop è un abituè), mentre probabilmente proprio questi ultimi stanno già sudando freddo dall’ansia….

Già, perché sia chiaro, un po’ di sana invidia l’abbiamo tutti: chi per il pettorale scolpito, chi per sedere senza neanche un filo di cellulite. Ma si sa, spesso è la realtà, spesso è anche grazie ad “aiutini” vari che tutto sembra troppo perfetto, se così vogliamo definirlo.

Adobe però, ha deciso di sviluppare questo progetto non per scovare le amiche che si fanno i ritocchini per il pubblico di Instagram, ma per contrastare qualcosa di molto più importante: le fake news. Le immagine modificate, infatti, sono di grandissimo aiuto nella diffusione di notizie false. Grazie a queste immagini la distorsione della realtà è notevolmente agevolata e spesso l’utente si sente così convinto da quello che vede da non percepire la falsità della notizia.

I progetto è improntato sull’intelligenza artificiale, sviluppata con l’ausilio di un numero infinito di foto manipolate caricate grazie ad un machine learning (con la collaborazione dell’Università del Maryland) per imparare a riconoscere quando un’immagine, di qualsiasi tipo, è stata ritoccata.

Adobe presenta l’AI come un modo per “Aumentare la fiducia nei digital media“. Pare che in ogni foto ritoccata, anche quella che sembra più perfetta, siano presenti degli indicatori che tracciano la “manomissione”. Ad occhio nudo non è certo facile da notare, ma un esperto è certamente in grado di carpire queste peculiarità. Possono essere anche solo pochissimi pixel, ma qualche traccia è sempre possibile trovarla. Combinandola con altri meta-dati, ed attraverso operazioni a noi certamente sconosciute, è possibile risalire all’immagine originale. Un pò come il gioco delle coppie…. dove però si devono trovare le differenze.


Sono tre i fattori ricercati dall’intelligenza artificiale di Adobe: clonazione, splicing e rimozione. Nel primo caso un elemento presente nell’immagine viene copiato e incollato all’interno del medesimo scatto (come per l’aumento di gente in una folla). Lo splicing invece indica un elemento preso da un’altra immagine, che viene spostato in un altra ancora (e tutto d’un tratto la mia amica a New York è a fare l’aperitivo con me sulla riviera adriatica)… altro che dono dell’ubiquità. La rimozione è probabilmente la più diffusa nel settore, non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, ed è utilizzata prettamente inestetismi e elementi che disturberebbero i ritratti delle più famose influencer e modelle (come un bel brufolo!). Modelle, Instagrammer e creatori di fake news state attenti, siete avvisati!