Stop agli sprechi alimentari, non sempre la data indicata nelle scadenze è quella giusta per poter consumare un prodotto

Durante questi giorni di battaglia epidemiologica i supermercati sono stati presi d’assalto. Frigoriferi e dispense sono state riempite al colmo delle loro capacità. Il rischio, di ritrovarsi cibi in quantità esagerate al fabbisogno della casa può anche capitare, ecco allora il nostro consiglio, stop agli sprechi alimentari, non sempre la data indicata nelle scadenze è quella giusta per poter consumare un prodotto. Nella maggior parte dei casi no. Perché è solo un’indicazione dell’azienda. Ciò significa, anche come riporta il New York Times, che possiamo mangiare i cibi scaduti. Anche a distanza di giorni, a volte di mesi e addirittura di anni. Insomma, è sempre bene controllare lo stato di quello che stiamo per buttare. Senza affidarci solamente a quanto riportato in etichetta. Anche perché in questo modo si potrebbero ridurre notevolmente le spese di casa. I supermercati che vendono cibo scaduto esistono già un po’ in tutta Europa, ma è quello che possiamo fare giornalmente a incidere di più. Ecco perché è stato portato avanti dalla Tafel Deutschland, organizzazione no-profit tedesca che dal 1993 consegna generi alimentari a chi è più in difficoltà, una ricerca per capire quanto si sbagliano in media, in difetto, le scadenza riportate sulle confezioni degli alimenti. 

Ecco quindi dei suggerimenti per i vari alimenti:
  • Il latte a lunga conservazione, lo dice già il termine, dura molto di più. Ma anche quello fresco ha un margine di resistenza rispetto alla data di scadenza. Secondo la ricerca, infatti, durerebbe in media sempre un paio di giorni in più. Il consiglio è poi sempre quello di assaggiare.  
  • Il pane, conservato in freezer può durare anche anni. Se lasciato all’aria aperta il rischio, al massimo, è che diventi raffermo. Ma anche se scaduto può resistere, come il latte, qualche giorno in più senza nessun problema
  • I formaggi a pasta dura possono tranquillamente essere mangiati oltre la loro data di scadenza. Nel caso in cui si formi la muffa sulla parte esterna, basta tagliarla e consumare il resto.
  • Le uova durano a lungo: dalle tre alle quattro settimane. L’importante è saperle conservare.
  • Riso e pasta se conservati in contenitori ermetici o nelle loro confezioni possono essere consumati anche un anno dopo la data indicata sul retro.
  • Aceto, miele, vaniglia o altri estratti, zucchero, sale, sciroppo di mais e melassa possono durare praticamente per sempre con pochi cambiamenti di qualità.
  • La farina bianca subisce, anche a distanza di mesi, ben poche alterazione. Quella integrale, contenendo il germe di grano, tende però a irrancidire più facilmente. 
  • I pomodori pelati, il tonno in scatola, i ceci, i fagioli, il mais e tanti altri cibi in scatola possono essere consumati anche dopo un anno dalla loro data di scadenza, ma devono essere conservati in un luogo asciutto.



Alessandra Filippello