SANREMO, ITALY - JANUARY 14: Amadeus attends the 70 Sanremo Music Festival Press Conference on January 14, 2020 in Sanremo, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Sanremo 2020: tra i Big ritorna il vintage ma non va più di moda!

La settimana di Sanremo è finalmente arrivata e la kermesse ligure si appresta a monopolizzare l’attenzione del Paese e di tutti i media di settore.

In queste righe vogliamo affrontare un tema che riguarda i concorrenti, solo una parte di loro in realtà: il vintage non cool. Stiamo parlando di questi mostri sacri, che forse sono solamente mostri a questo punto, che ogni anno risorgono solamente per una settimana a febbraio per poi tornare nel sarcofago a godersi la pensione.

In particolare gli indiziati speciali sono: Rita Pavone, Tosca, Michele Zarrillo e, ahimè, Marco Masini.

I vintage non cool: quando Sanremo fa risorgere i morti

Rita Pavone ha generato molte polemiche per la sua presenza sul palco dell’Ariston. La cantante, infatti, è stata accusata di essere incoerente, poiché qualche anno fa decise di abbandonare il canto, ma soprattutto per i suoi tweet al vetriolo nei confronti di Greta Thunberg e i Pearl Jam.

Lei, quindi, si differenzia dagli altri per la sua deriva apertamente e dichiaratamente populista, un tratto distintivo poco apprezzato dal mondo attuale e soprattutto su un palco come quello di Sanremo.

Tuttavia tutti e quattro sono uniti dalla stessa problematica: ma perché non vanno in pensione? Non capiscono che possono aver stufato?

Sia chiaro che qui non si sta dicendo che il vecchio, dopo un tot di anni, deve essere archiviato. Semplicemente chi decide di rimanere in scena deve farlo con criterio e con una presa di coscienza.

Da apprezzare, ad esempio, personaggi come Vasco Rossi o Battiato che, non si avvalgono di Sanremo per qualche markettata una tantum, ma con criterio mettono su dischi/raccolte o tour per riavvicinarsi ai propri fan.

Zarrillo e co, invece, sono letteralmente diventanti delle maschere sanremesi, capaci di spuntare solamente a febbraio, presentare la propria canzone, spesso scontata e poco sul pezzo (che novità eh?), per poi tornare alla propria vita quotidiana.

Lungi da noi accusare queste quattro personalità, poiché la critica è ben più ampia ed è proprio rivolta alla testa di Sanremo.

Il vecchio che stufa, ma non si può cancellare

Ogni anno, infatti, c’è una piccola porzione di big che risulta essere fuori luogo rispetto al resto dei partecipanti, scelta solamente per motivi di marketing e tenersi stretto il pubblico over 65, visti i bassi ascolti nelle giovani generazioni.

E così si vengono a creare parterre di ospiti atipici, come dimenticare Nino d’Angelo o Patty Pravo concorrenti insieme ad Achille Lauro e Daniele Silvestri, ed è proprio lo show che ci rimette.

Sì, è proprio così! Nella maggior parte de casi, infatti, le canzoni presentate dai vintage non cool appaiono noiose, retrò e da far cadere le braccia per terra.

Il grande momento sta per arrivare ed avremo la possibilità di ascoltare le canzoni dei quattro incriminati, sperando che lo show non diventi più noioso ed autocelebrativo di quanto già non sia!



Paride Rossi