Il ruolo del divertimento dietro le grandi invenzioni

In #artecultura, #CulturalMente by Francesca Valentina TroianoLeave a Comment

Immaginate un uomo delle caverne vissuto 40,000 anni fa: ha dovuto imparare ad accendere il fuoco, a costruire armi per la caccia, ad utilizzare le pelli degli animali per tenersi al caldo in inverno. Ora immaginate lo stesso uomo che un giorno si ritrova con un osso di animale in mano e decide di utilizzarlo per creare un flauto.

Delle volte, spiega Steven Johnson per Ted, l’uomo inventava cose per  soddisfare il bisogno di sopravvivere, nutrirsi o conquistare il villaggio vicino, ma altre volte le idee venivano alla luce semplicemente per divertimento. Ed è qui la stranezza:  molte di queste frivole, ma divertenti invenzioni, hanno portato ad importanti trasformazioni nella scienza, nella politica e nella società.  Si pensi alla più grande invenzione dei tempi moderni:  il computer programmabile.

La storia che conoscono tutti è che il computer discende dalla tecnologia militare, quando i computer erano progettati appositamente per decifrare i messaggi in codice o calcolare le traiettorie dei missili, ma l’origine dei computer moderni ha radici nel divertimento e perfino nella musica. Tornando al flauto, l’idea dietro lo strumento è quella di spingere l’aria attraverso dei fori per creare il suono; sulla base di questo meccanismo il flauto fu, a sua volta, modificato per creare il primo organo, più di 2000 anni fa.

A qualcuno poi, venne la brillante idea di  creare i suoni utilizzando dei  piccoli tasti da premere con le dita, inventando così la tastiera musicale.  Dall’organo si passò poi al clavicordo, dal clavicordo  al clavicembalo ed infine al pianoforte. Fino alla metà del 19° secolo, quando un gruppo di inventori utilizzò le tastiere per creare non più suoni, ma lettere. Infatti la prima macchina da scrivere era detta originariamente “the writing harpicord” ( letteralmente il clavicembalo di scrittura).

Circa mille anni fa, nel pieno del rinascimento islamico,  tre fratelli di Baghdad crearono uno strumento simile ad un organo automatico e lo chiamarono “lo strumento che suona da solo”, una scatola musicale con all’interno un cilindro rotante forato che aveva lo stesso funzionamento dell’organo e, se si voleva cambiare canzone, bastava sostituire il cilindro con un altro differente. Questo strumento fu il primo nel suo genere, ed era programmabile. Grazie a questa invenzione vennero ideati i famosi software e hardware. E questa potente idea non è arrivata fino a noi attraverso strumenti di guerra o di conquista  e neppure per necessità, ma osservando le invenzioni musicali.

Nel 1700 le macchine musicali divennero importanti per l’intrattenimento nei salotti parigini. Apparvero i primi automi, macchine con le sembianze umane in grado di produrre musica. primo fu proprio un suonatore di flauto ideato dal famoso inventore francese Jacques de Vaucanson. Allo stesso modo in cui creò il suo robot musicale, ebbe un’altra idea :programmare  una macchina per creare trame di colori per i vestiti. Come i fori per il cilindro rappresentavano diverse note musicali così quei fori potevano essere utilizzati per contenere colori diversi. E se desideravi una nuova trama bastava cambiare il cilindro.

Nacque così il primo telaio programmabile. Però il  cilindro risultò essere  troppo costoso e ci voleva troppo tempo per crearlo, ma qualche secolo dopo un altro inventore di nome Jacquard ebbe l’idea di utilizzare dei fogli di carta al posto del cilindro, i quali erano meno costosi e flessibili, nacque così il primo dispositivo di programmazione. Questo strumento ispirò a sua volta un altro inventore Charles Babbage che creò un motore analitico, il primo vero computer programmabile.

Perciò,  nonostante i miglioramenti militari che hanno subito questi macchinari per diventare veri e propri computer moderni, la loro origine si deve alla scatola musicale ( il carillon), al robot che suona il flauto, al clavicembalo, alle trame colorate dei telai e questa è solo una piccola parte della storia. Ci sono diverse idee e cambiamenti che entrano in gioco come i musei pubblici, la teoria delle probabilità, l’attività assicurativa e molto altro. La necessità non è sempre la madre delle invenzioni. Molte delle più  importanti invenzioni sono nate grazie alle esperienze di divertimento, ed è proprio il divertimento che spinge ad esplorare. Idee apparentemente futili, come il robot di de Vaucanson, utili se non per il diletto e l’intrattenimento nei salotti dei più agiati, ma fondamentali per iniziare una più vasta rivoluzione tecnologica che ha cambiato il mondo.

Ed è per questo che sarà possibile trovare il futuro dove le persone si divertiranno maggiormente.

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Francesca Valentina Troiano

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Avrei preferito rimanere una persona normale e continuare a non avere una biografia, ma a quanto pare nella mia vita c'è ben poco di normale. A cominciare dal giorno in cui sono nata: San Valentino, per me ormai giorno nefasto. E poi, a quanto pare, se non hai una biografia non sei nessuno. I pochi eventi degni di nota sono: aver frequentato il liceo Classico ed essermi iscritta alla facoltà di Economia. Non chiedetemi il motivo, lo sto ancora cercando. E adesso, per non pensare alla caducità della vita, mi ritrovo qui a scrivere per "Social Up!". Ironico se pensate che ho sempre provato vergogna al solo pensiero che qualcuno che mi conosce possa aver letto i miei scritti. Probabilmente perché credo fermamente in quello che metto nero su bianco, ed è come se una piccola parte di me si rivelasse agli altri, come una piccola tessera di un grande puzzle. Per questo vi prego solo di essere gentili quando andrete a leggere i miei articoli perché per me è come se leggeste una pagina del mio diario. Per il momento la mia biografia termina qui, ma se farò qualcosa di abbastanza clamoroso da meritare attenzione, sicuramente lo inserirò, o forse lo terrò per me.

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