Ruby è il Santo Graal della cucina: ecco cosa c’è da sapere e come utilizzarlo

Sandy Sciuto

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Adesso Ruby è di tutti! Tranquilli, non ci stiamo riferendo alla protagonista dello scandalo italiano di qualche anno fa bensì alla quintessenza del cioccolato.

Se finora, infatti, si era soliti usare il colorante anche per il cioccolato, andando oltre il classico colore marrone o bianco, di recente il cioccolato è rosa naturale e si chiama Ruby.

È un rosa particolare: né cipria o shocking. Fa pensare, piuttosto, ai lamponi e alle fragole, ma non contiene frutta. È già gettonatissimo su Instagram in cui si trovano foto di qualsiasi tipo usando l’hastah #rubychocolate proprio per la sua tonalità rosè decisamente instagram-friendly.

Ma quali sono le sue origini

È stato definito il “quarto” cioccolato dopo il cioccolato fondente, al latte e quello bianco. È stato realizzato e presenta da Barry Callebaut, l’azienda svizzera conosciuta nel mondo per essere uno dei più grandi produttori al mondo di cacao. Il cioccolato Ruby prende il suo nome direttamente dalla fava di cacao. Quest’ultima è di color rubino ed è coltivata in Brasile e in Costa D’Avorio. Non ha aromi, coloranti o additivi artificiali.

Che sapore ha

Stando agli addetti ai lavori che lo hanno assaggiato, Ruby sa di cioccolato: non è dolcissimo come quello al latte ma ha un retrogusto delicatamente acido. Consiste, infatti, in una tensione fra l’aroma dei frutti di bosco e una voluttuosa dolcezza.

Il cioccolato Ruby, di certo, rappresenta una novità a dir poco entusiasmante fatta eccezione per il gelato nero.

L’azienda svizzera Barry Callebaut spera di riuscire ad esportare il cioccolato rosa anche in Cina dove sta già avendo numerosi consensi. In un periodo di crisi dovuto anche all’ “healthy food”, Ruby per il suo colore rosa ha già conquistato la curiosità dei molti golosi di tutto il mondo.

Per i poco attenti, si fa notare come già è stato introdotto nel mercato in alcuni alimenti rendendoli meravigliosamente pink. Parliamo del Kit Kat e dei Baci Perugina rilanciati dalle rispettive aziende nella versione rosa, destando stupore e intrigo.

Chi ha già sperimentato l’uso del cioccolato rosa ha confermato che il Santo Graal del cioccolato è perfetto da usare anche in tante ricette facili: può essere sciolto a bagnomaria per poi avvolgere le fragole fresche o riempire cestini di pasta frolla.

Per tutti gli altri modi in cui già viene utilizzato, è possibile visitare Sluurpy che con la sua ampia scelta di ristoranti vi darà modo di conoscere direttamente il menù e di poter vivere un’esperienza in rosa.

Che state aspettando? Correte a mangiare Ruby e occhio alla glicemia!