Quando i sogni si avverano – Giocatori che alla fine sono arrivati in Serie A

Spesso si sentono raccontare le storie dei calciatori brasiliani che dal basso arrivano verso categorie importanti e campionati dove vengono strapagati. Oggi vi racconteremo una storia diversa da quella di Neymar o Icardi piuttosto che Morata. La storia che vi racconteremo oggi riguarda quei giocatori che hanno fatto fatica a raggiungere la Serie A. Quei giocatori insomma che hanno perso tempo e sono riusciti a godere di scenari importanti solo alla fine della loro carriera. Quelli che vi presenteremo sono i giocatori che forse più hanno inciso, grazie alla loro voglia di conquistare la Serie A. Giocatori in ritardo, ma che comunque sono riusciti a fare qualcosa di importante per le squadre che si sono assicurate le loro prestazioni.

Gianluca Pegolo (classe 1981) – Nonostante sia effettivamente arrivato in serie A all’età di 20 anni, Pegolo ha potuto giocare solo due partite nella massima serie prima di scendere nella serie cadetta e rimanerci fino ai trent’anni. Arrivato in serie A le sue ottime prestazioni convincono la dirigenza toscana a puntare sull’ormai 32enne veneto, che disputerà nel campionato 2012/13 la sua prima stagione da titolare in serie A, ripagando la fiducia con parate spesso decisive ai fini del risultato.

Fabio Grosso (classe 1977) – Nonostante Grosso sia uno dei paladini azzurri che hanno trionfato nel 2006 a Berlino in occasione del Mondiale di Germania, anche lui è partito dal basso. Dopo tre stagioni al Chieti nell’allora Serie C2, il Perugia del presidente Gaucci nota questo 24enne terzino sinistro e decide di acquistarlo. Due anni e mezzo in Umbria prima di essere acquistato a gennaio del 2004 dall’ambizioso Zamparini per il suo Palermo in odore di promozione dalla Serie B. Dai campi di C2 al tetto del mondo: il terzino abruzzese ne ha fatta di strada.

Gianluca Grava (classe 1977) – Uno dei giocatori più significativi del nostro memoriale, perché lui è proprio partito dalla serie dilettanti ed arriverà alla fine della sua carriera con la maglia di una grande squadra quale è il Napoli in Serie A, dopo aver giocato la Champions League e conquistato una Coppa Italia. Dopo essersi affermato in cadetteria con la Ternana decide di ricominciare dalla Serie C1 con la maglia della squadra per la quale ha sempre tifato: il Napoli. Grava diventerà l’uomo simbolo di un club in grado in poco tempo di tornare nel calcio che conta. Proprio con la casacca azzurra da lui tanto amata avrà la soddisfazione di esordire in Serie A all’età di 30 anni e in Champions a 34.

Hugo Campagnaro (classe 1980) – Il giocatore argentino ha trascorso  alcune stagioni  tra la seconda e la terza divisione argentina  prima di arrivare in Italia grazie al Piacenza che decide di acquistarlo. Con gli emiliani disputa quattro campionati di B, prima del salto in A con la Sampdoria nel campionato 2007/08: è qui che Hugo comincia ad affermarsi, tanto da convincere il Napoli a puntare su di lui. Classico esempio di giocatore sbocciato molto più tardi di quanto avrebbe meritato: a 32 anni la prima convocazione in nazionale Argentina.

Francesco Lodi (classe 1984) – L’esordio in Serie A è datato 2003: una presenza con l’Empoli, prima di cominciare la sua lunga permanenza in B. La definitiva affermazione nel massimo campionato avverrà solo nel 2011, quando il Catania decide di puntare su di lui a 27 anni. Decisamente troppo tardi per un calciatore della sua tecnica e con la sua abilità nel calcio da fermo che lo ha reso uno dei giocatori più pericolosi della squadra etnea, nonché uno degli idoli indiscussi dei rossazzurri. Passerà dei momenti brutti a causa del fallimento del Parma, ma verrà rilevato a costo zero dall’Udinese.

Francesco Valiani (classe 1980) – Il classe ’80 vive le sue prime esperienze nel calcio professionistico alla Maceratese e all’Imolese in Serie C2. Gradualmente Francesco inizia la sua scalata affrontando tutte le categorie che lo distanziano dalla serie A, sempre distinguendosi: 3 anni in C1 con la Pistoiese e 3 anni in B con il Rimini prima del grande salto. Avendo iniziato da campi di periferia, in quel di Bologna, solo all’età di 28 anni comincia la sua carriera in Serie A e l’esordio è di quelli memorabili: gol vittoria a San Siro contro il Milan con una bomba da fuori area diretta all’incrocio dei pali. Nemmeno nel migliore dei sogni avrebbe immaginato così la sua prima nel calcio che conta.

Giuseppe Mascara (classe 1979) – Un altro idolo degli etnei, forse il più significativo per il suo indimenticabile gol da centrocampo proprio nel derby dell’isola contro il Palermo, quando vestiva la maglia del Catania. La sua carriera comincia addirittura tra i dilettanti con la maglia del Ragusa, poi il passaggio alla Battipagliese in C1. Tanta Serie B con le maglie di Salernitana, Palermo e Catania, la stessa squadra che gli regalerà l’esordio in Serie A a 27 anni. A 32 anni ha pure la soddisfazione dell’esordio in Champions con il Napoli.

Alessandro Diamanti (classe 1983) – Un altro genio del calcio piazzato. Anche per il toscano le porte della Serie A si spalancano relativamente tardi: vedere un giocatore del suo livello in C2 fino a 23 anni sembra essere un’offesa al mondo del calcio. Prato, Fucecchio (in Serie D) e Albinoleffe le società in cui milita prima dell’approdo a Livorno, con il quale retrocede nuovamente in B. Dopo un anno al West Ham, la definitiva consacrazione avviene con le maglie di Brescia prima e Bologna poi, con le quali conquista stabilmente anche la nazionale. Si trasferisce in Cina per un breve periodo per poi tornare in Italia.

Dario Hubner (classe 1967) – Per Hubner i risultati migliori sono stati raggiunti a fine carriera: a 30 anni l’esordio in A con il Brescia ed a 34 anni il titolo di capocannoniere in massima serie con 24 gol in 33 presenze con la maglia del Piacenza, traguardo che lo consegna alla storia. L’attaccante è infatti l’unico, insieme ad Igor Protti, ad aver conquistato il titolo di capocannoniere nelle prime tre categorie del campionato italiano (Serie A, B e C1). Pievigina, Pergocrema e Fano le squadre che hanno contribuito alla formazione del giovane Hubner.

Davide Moscardelli (Classe 1980) – Addirittura partito dalla Promozione con la Maccarese e giunto in A ormai 30enne. Prima di Verona, tanti anni di onesta Serie B per il bomber dalla barba leggendaria, vero e proprio fenomeno mediatico degli ultimi tempi.



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