Fake News? Facebook chiama in aiuto i ricercatori e lancia una campagna di alfabetizzazione

Sharon Santarelli

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Il problema delle Fake News è certamente uno dei più diffusi sul web. La disinformazione è oramai parificata alla cattiva informazione, di cui spesso sono causa le false notizie che appaiono sui vari siti e che poi vengono condivisi sui social, oramai diario di qualsiasi attività personale dell’utente.

Il problema è vasto e non certo di poco conto, in quanto le Fake News creano una sorta di impopolarità e diffidenza dal social, sul quale si può trovare veramente qualsiasi cosa. Facebook,  tra gli interventi tesi ad arginare il problema della disinformazione, ha deciso di chiedere aiuto agli accademici. I ricercatori erano già stati “utilizzati” per comprendere la portata dell’influenza dei social media durante i periodi elettorali; oggi la medesima commissione  condurrà una vero e proprio studio, per vagliare principalmente le proposte atte a misurare la disinformazione sulla piattaforma.

Entro un paio di settimane, ha detto un portavoce a The Verge, sarà messo online un sito per poter inviare la propria candidatura, così da poter partecipare alla “ricerca”. I progetti ritenuti meritevoli saranno finanziati e ai loro ricercatori sarà concesso un accesso speciale ai dati degli utenti da Facebook. Ovviamente,  nel rispetto della privacy.

Un pò assurdo che il premio per una ricerca siano i dati personali di utenti iscritti ad un social. Caro Mark, sarebbe auspicabile che tu regalassi come premio un soggiorno alle terme o una cena al ristorante. Insomma, smetti di sfruttare i tuoi utenti!

Facebook ha inoltre annunciato di aver intrapreso una campagna di alfabetizzazione che includerà sia le notizie pubblicate nella parte superiore del News Feed sia una campagna pubblicitaria che raggiungerà 170 milioni di persone; attualmente viene utilizzato sono negli Stati Uniti. Agli utenti arriveranno veri e propri suggerimenti atti ad individuare la disinformazione. Inoltre Facebook comunicherà quali passi sta seguendo per ridurre la diffusione delle tanto temute fake news. Sembra veramente che Zuckemberg tenga molto a risollevare il suo “Faccialibro” dal diventare un sito di notizie prive di senso e fondamento.

La campagna include anche un filmato, della durata di 12 minuti, nel quale i dipendenti di Facebook vengono intervistati sui metodi con cui affrontano la lotta alla disinformazione, bilanciando la necessità di ridurre i clic con il loro desiderio di mantenere Facebook una “piattaforma per tutte le idee“. La società ha anche lanciato una nuova sezione del suo sito web chiamato Inside Feed per spiegare come funzionano il News Feed e i suoi campi d’azione. E mi raccomando a voi: fate attenzione alle notizie che leggete e che condividete, la bufala è sempre dietro l’angolo!