Preoccupa sempre di più l’India: superati i 4.000 morti al giorno

Sembra non arrestarsi la crisi pandemica che, oramai da giorni, ha profondamente sconvolto l’India e messo in ginocchio la maggior parte degli ospedali asiatici. negli ultimi giorni, soprattutto ai telegiornali nazionali, abbiamo visto di tutto. Da persone stipate nei corridoi degli ospedali senza ossigeno e senza idonei dispositivi di protezione individuali, a cadaveri che venivano gettati in fosse comuni e poi cremati lungo le strade. Un orrore, un vero e proprio orrore sotto più punti di vista.

La situazione è veramente difficile ed il Paese è praticamente allo stremo

 401.078 nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore  – con il superamento di 400 mila contagi per il terzo giorno consecutivo – e 4.187 decessi. Questi i dati dell’ultimo bollettino diffuso dalle fonti indiane. Un nuovo triste record per il paese asiatico, che dall’inizio della pandemia conta 21,9 milioni i contagiati e 240 mila morti. L’ondata di contagi è talmente fuori controllo che, a livello locale, sono stati indetti nuovi lock-down.

Kerala nel sud dell’India, è in lock-down dall’8 al 16 maggio, come del resto Nuova Delhi che, avendolo previsto già giorni prima, lo ha previsto – per adesso –  fino al 10 maggio. Sembra la variante indiana del Sars-Cov-2 non solo sia molto contagiosa, ma stia già circolando nel resto del Mondo. La variazione,  “a doppio mutante” (B.1.617), sembra preoccupare molto anche l’Europa e la Gran Bretagna. In Italia, molte comunità indiane, hanno già partecipato a screening a tappeto per cercare di arginare la sua diffusione.

Il vero problema dell’India

La sanità indiana non è certo tra le più sviluppate del Mondo, anzi. Gli ospedali non solo sono pieni, ma sono anche privi di risorse per curare una pandemia come quella da Covid-19.  L’accesso agli ospedali, ai farmaci, ai reparti (rarissimi) di rianimazione è raro e difficile. Rimane il fatto che le strutture sanitarie non sono comunque in grado di curare questo tipo ti malattia. Nonostante gli aiuti umanitari inviati da moltissimi Paesi, tra cui l’Italia, insieme a medici, infermieri, OSS ed altro personale sanitario, la situazione ad oggi è molto difficile.

La falsa cura del Coronil

Nelle ultime settimane nel Paese asiatico, è cresciuto l’interesse per un trattamento – non approvato dagli organi preposti– contro il Covid-19: il Coronil. In realtà, sembra che questo medicinale non abbia nessun effetto contro il Covid-19, ma sia un falsa cura promossa da un popolare leader spirituale induista (la religione di questo Paese). Insomma, ancora una volta non si comprende bene se ci si voglia affidare alla scienza oppure alla religione per tirare fuori le gambe da questa pandemia. Certo è che il Paese è al collasso, e c’è bisogno di una soluzione non solo immediata, ma anche seria.

Il Coronil è una miscela di erbe diventata popolare perché venduta da Patanjali Ayurved, compagnia fondata dal famoso guru dello yoga e leader spirituale indù Ramdev, seguitissimo in India. Questo signore ha portato a termine uno studio, che ha coinvolto tra il 2020 e il 2021 circa 100 pazienti giovani e sani risultati positivi al Covid-19, ma con sintomi lievi. La ricerca però, considerate le poche persone coinvolte e i pochi dati analizzati, non ha alcun fondamento scientifico. Per questo strano santone indù, invece pare di sì, tanto che  il Coronil si può acquistare sia sul sito web di Patanjali, che su Amazon India, senza alcuna prescrizione del medico.

Il Pese sembra assolutamente allo sbando. Speriamo che le autorità intervengano tempestivamente, per trovare una soluzione a questa profonda crisi sanitaria che sta sconvolgendo l’Asia ed il Mondo intero.



Sharon Santarelli