Moda ed Arte un binomio inscindibile, ma non per Gucci

Benito Dell'Aquila

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E’ recente la notizia del rifiuto del Kas, la Commissione archeologica della Grecia, alla casa di moda Gucci. La prestigiosa azienda italiana aveva richiesto l’affitto della “roccia sacra” per uno sfilata di 900 secondi da tenere proprio di fronte al Partenone. La Grecia ha risposto negativamente, rifiutando in questo modo un sicuro e lauto compenso, che Gucci avrebbe elargito.

Moda ed arte sono da sempre un binomio inscindibile. Nel corso dei secoli, l’arte ha influenzato le mode e di contro riflesso la moda ha rappresentato il motore di propulsione dell’arte. Non è un caso, quindi, che le grandi case di moda, sempre più spesso, vogliano utilizzare luoghi consacrati all’arte come scenografie per le proprie sfilate. Nonostante questo binomio collaudato nel tempo la Grecia ha deciso di bocciare la proposta di Gucci. La storia e la cultura non sono in vendita. La scelta della Grecia induce necessariamente a riflettere sul reale legame che intercorre tra arte e moda.

I reperti archeologici, come il Partenone, sono un bene dell’umanità, espressioni artistiche di una cultura di un determinato luogo, che necessariamente meritano tutela e di essere tramandati alle generazioni future.

Eppure le sfilate di Haute Couture sono sempre più spesso uno spettacolo e gli stilisti cercano di superarsi di volta in volta per realizzare defilè sempre più stupefacenti. Negli ultimi anni lo sfondo più in voga per le passerelle è quello di luoghi storici e monumenti e in questo l’Italia rimane la meta preferita.

Le sfilate sono ambientate nelle più famose piazze d’Italia, in castelli e palazzi storici o con lo sfondo di celebri monumenti. Valentino ha presentato la sua collezione Haute Couture 2014/15 nella suggestiva Piazza Mignanelli a Roma. Una vera e propria mostra, un omaggio a Roma Caput Mundi, dal titolo Mirabilia Romae.

Donne con abiti che rimandano con il pensiero al passato, avanzano su una passerella a cielo aperto, avvolte in abiti che ripercorrano la storie e l’arte italiana. Un tripudio di merletti, seta, pizzo e romantiche trasparenze in una vera e propria rievocazione che si è guadagnata ben 15 minuti di standing ovation.


La casa di moda Dolce & Gabbana che recentemente ha optato per i luoghi simbolo di Napoli, in passato si era rivolta al Teatro la Scala di Milano. Un tempio dell’arte e della musica che si trasforma in passerella. Un Haute Coutere riservata, sobria ed elegante, nel rispetto del luogo sacro che la ospitava. Il giorno seguente è stato il momento di presentare la collezione maschile, e ancora una volta gli stilisti hanno optato per una sfilata sobria nel rispetto del luogo. In questo modo non si è rovinata un’occasione più unica che rara, un vero incantesimo, come l’hanno definito gli stilisti.

Oltre all’Italia, nel mondo sono tanti i luoghi, soprattutto complessi museali, che si sono trasformati da templi della cultura in passerelle per i più raffinati maestri della moda.

Per questo motivo il rifiuto del Kas greco riecheggia nel mondo, scatenando un’incredulità disarmante. La Grecia, che nell’opinione comune è considerata la culla della cultura Occidentale, vuole preservare la sacralità dell’Acropoli di Atene da un evento mondano e votato al business; nonostante in passato i marmi del tempio greco abbiano già posato per i defilè di Dior o di altri marchi.

Che questa sia stata una scelta politica o una decisione di pura etica sulla tutela dell’arte, il compenso per l’affitto dell’Acropoli avrebbe potuto contribuire agli esosi costi di manutenzione e di restauro di cui l’intera area archeologica ha perenne bisogno.

Qualcuno potrebbe suggerire a Gucci di giocare in casa e proporre alla sovrintendenza capitolina l’affitto del Colosseo, che in egual modo necessita di immediati interventi.