Oggi è la Giornata mondiale sui disturbi alimentari, una proposta di legge “made in Brescia”

Il 2 Giugno si celebra la Giornata Mondiale sui Disturbi del Comportamento Alimentare – World Eating Disorders Action Day. Anoressia, bulimia, obesità e altri DCA rappresentano tra i giovani di età compresa tra i 12 e i 25 anni la prima causa di morte tra le malattie. In Italia sono oltre 3 milioni le persone che ne soffrono. Il Covid ha peggiorato la situazione ed abbassato ulteriormente l’età media di chi ne soffre.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata, sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza per la loro diffusione, l’esordio sempre più precoce tra i giovani. 

È importante identificarli e intervenire tempestivamente perché, se non trattati adeguatamente, aumentano il rischio di danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo che, nei casi più gravi, possono portare alla morte.

È importante richiamare l’attenzione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nel corso della pandemia da COVID-19 per quattro motivi principali: il rischio di ricaduta o peggioramento della patologia; l’aumento del rischio di infezione da COVID-19 tra chi soffre di disturbi dell’alimentazione; la possibile comparsa di un disturbo dell’alimentazione ex novo o comportamenti di addiction; l’inadeguatezza dell’offerta di trattamenti psicologici e psichiatrici nel corso dell’emergenza COVID-19.

Una forte pressione emotiva può rendere fragili e portare a perdere il controllo degli impulsi: la ricerca di un appagamento nel corso di uno stress da isolamento prolungato può avvenire non solo attraverso il fumo, l’alcol, gli psicofarmaci, le droghe, ma anche attraverso il cibo. Quindi, gli stessi meccanismi che possono favorire l’abuso di alcol e di sostanze (legali e illegali) possono essere chiamati in causa per i disturbi dell’alimentazione.

Nel corso della pandemia alcuni gruppi e servizi hanno attivato trattamenti online, sebbene consapevoli di una serie di problematiche e limitazioni rispetto al trattamento tradizionale e della mancanza di un’adeguata formazione degli operatori per i trattamenti a distanza.

L’impossibilità di garantire condizioni di sicurezza per pazienti e personale sanitario ha portato alla sospensione di molte attività, soprattutto i trattamenti intensivi e la presa in carico dei pazienti in strutture residenziali mediche e psichiatriche, con ricoveri rinviati a data da definire e un elevato rischio di perdere il contatto con il paziente.

E’ quanto mai improntate assistere, ascoltare e aiutare, per questo motivo è in corso un dibattito a Montecitorio su una proposta di legge per creare percorsi di cura sul modello della Lombardia.

Una rete quindi tra cura ambulatoriale, ospedaliera e riabilitazione. Un forte impegno nella prevenzione con il coinvolgimento delle famiglie e nella formazione anche nelle scuole. E’ previsto l’inserimento nei Lep – Livelli essenziali di assistenza, di questo disturbo che ad oggi nel nostri Paese coinvolge più di 3 milioni di giovani donne e del riconoscimento di patologia sociale. Infine, prevedere il reato di istigazione al non mangiare contenuto spesso in rete o in quegli spot che ricalcano lo stereotipo di donna magra.

Portavoce e madrina di questa proposta di legge Ambra Angiolini che con il suo libro “Fame” ha mostrato al mondo tutte le sue fragilità raccontando la sua esperienza da bulimica. 



Claudia Ruiz