Ecco Must Had, la piattaforma di refashion dove l’upcycling fa da padrone

Servono solo tre ingredienti per far nascere un’idea di successo: creatività, sostenibilità e community. O almeno così è per Must Had, la piattaforma di refashion che trae la sua forza dall’upcycling e dalle idee creative di chi la vive.

Pensate che oggi la maggior parte dei capi finisce la sua vita in inceneritori dopo appena un anno essere prodotti. Must Had è la piattaforma di refashion che crede fermamente che questi capi possano invece essere salvati dando loro un nuovo valore. Cura dei dettagli, qualità e attenzione alle tendenze moda sono infatti caratteristiche non mancano nei capi dei designer della community. Tutto questo, anche e soprattutto, perchè sono capi riciclati!

Un pensiero comune è infatti credere che i capi upcycled siano cheap e non possano seguire le mode. Must had will prove you wrong! Dopotutto il loro motto è “must had: it’s a must!”

Curiosi? It’s time to join the fashion revolution!

 Come nasce un capo di must had?

Un capo Must Had è il risultato di un processo di upcycling eseguito da uno degli artigiani, designer e piccoli brand che appartengono alla nostra community.

Tutto parte dal recupero di uno scarto che viene poi rigenerato a seconda della “refashion expertise” dell’artigiano che si prende carico della rivalorizzazione.

Fra i paradigmi della sostenibilità c’è l’utilizzo e il riutilizzo dei capi, nonché l’upcycling. Che cosa vi ha portato a scegliere proprio questa strada e non creare qualcosa da zero e sostenibile? 

Il nostro background professionale nel settore della moda/tessile ci ha portato alla consapevolezza che questa industria non potrà mai diventare davvero sostenibile. A meno che non si intraprenda il percorso della circolarità! Ciò significa anche imparae ad riutilizzare ciò che già esiste, riducendo così gli enormi impatti ambientali legati alle nuove produzioni. 

Il primo istinto che si ha quando ci si approccia alla sostenibilità è voler buttare tutto. In realtà è più corretto continuare ad utilizzare i capi che già abbiamo. Spesso però ci stanchiamo di questi e tendiamo a ricominciare a comprare eccessivamente. Pensate che l’upcycling sia un modo per sconfiggere la noia nei nostri armadi? 

Per cominciare, a nostro avviso, se si cominciasse ad acquistare più consapevolmente ci si stancherebbe meno facilmente dei propri capi anche semplicemente perchè avrebbero un valore più alto. 

Ad ogni modo l’upcycling permette anche di rivisitare creativamente un prodotto inutilizzato e ridargli una nuova vita. Su Must Had è possibile vedere come vecchi jeans si trasformano in top. Ma anche vecchie camicie in boxers e giacche militari in borse, e così via…

Come scegliete i brand e i creativi con cui collaborare? 

Il requisito di partenza è che realizzino i propri prodotti seguendo le logiche del recupero e del riutilizzo precedentemente descritte. Must Had richiede che il prodotto finale sia composto da materiali di recupero per almeno il 70%. 

Certificazioni e altre caratteristiche di sostenibilità ambientale o sociale sono ovviamente un valore aggiunto. 

Non meno importante, il prodotto deve soddisfare determinati requisiti estetici e stilistici. 

Nel complesso, un brand deve mostrare una sua forte identità e uno specifico know-how di rigenerazione. Senza dimenticare che essere coerente con gli altri brand della community in termini di qualità.   

La strada verso la sostenibilità è ancora lunga, ed è difficile convincere le persone che un capo upcycled vale tanto quanto uno nuovo. Come affrontate questa problematica se la riscontrate?

Must Had sta cercando di rivoluzionare l’immaginario collettivo che associa erroneamente il termine upcycling a prodotti di bassa qualità, offrendo quindi pezzi unici artigianali e ricercati. 

Inoltre, la nostra comunicazione ha un forte focus sulla storia che c’è dietro a ogni creazione. In questo modo i visitatori potranno conoscere le caratteristiche dello scarto di partenza e percepire la qualità del prodotto.

Uno dei principali problemi nell’acquistare capi upcycled e/o vintage è superare lo scoglio del concetto di usato. Rassicurateci! 

Si prevede che il mercato dell’usato raddoppierà nei prossimi 5 anni, raggiungendo i 77 miliardi di dollari. Questo trend è ovviamente guidato dalle generazioni più giovani. Stanno promuovendo una cultura collettiva in cui si impara a dare il giusto peso ai consumi, tenendo in considerazione anche il loro impatto ambientale. 

Comprare vintage, second-hand, upcycled o recycled non significa comprare bassa qualità. E’ necessario affinare il proprio occhio nella ricerca. Tanto è vero che un prodotto “vergine” del fast fashion può tranquillamente avere una durabilità e qualità inferiore se i materiali sono scadenti.



Rebecca Bertolasi