Il mondo segreto di Ruzzle

Di Chiara Conti  per Social Up!

Ruzzle, per chi non lo conoscesse, è un gioco di parole che è stato diffuso qualche anno fa per Android e Iphone. Si tratta di una sorta di Scarabeo da giocare online: due giocatori, uno contro l’altro, si sfidano in tre manche ognuna di 2 minuti; utilizzando i 16 tasselli a disposizione, devono comporre il maggior numero di parole di senso compiuto per riuscire a totalizzare più punti possibile.

A partire dalla seconda  alcune lettere, se toccate per formare i vocaboli, consentono di aumentare il punteggio. Ad oggi questo gioco conta più di 20 milioni di utenti all’attivo in tutto il mondo, e fino a qualche tempo fa era una vera e propria mania!

Ci si giocava in continuazione durante l’arco della giornata, e in ogni situazione possibile e immaginabile: a casa, in ufficio, in ristorante, al bar, in tram e chi più ne ha più ne metta. Addirittura si giocava mentre si era in compagnia di qualcuno, magari durante una cena o il tè delle cinque e non stiamo parlando di giocatori unicamente adolescenti, ma anche di adulti (che spesso vediamo più rapiti dagli smartphone).

Ad oggi Ruzzle diverte ancora molti che gli sono rimasti fedeli, che cercano l’avversario a caso online tra i tanti disponibili o che sfidano un’amico (esiste infatti la possibilità di memorizzare una cerchia di utenti in una lista, con i quali si può duellare quando si vuole), sempre con le stesse modalità maniacali sopra elencate.

Ma dietro Ruzzle esiste anche un altro mondo, non solo quello dei fanatici del gioco: c’è anche quello degli appassionati di messaggistica (si perché ci si può anche inviare messaggi privati tra avversari), che invece di giocare ti inviano messaggi in continuazione.

Alcuni non partecipano neanche alla prima manche che immediatamente vogliono sapere chi sei, quanti anni hai, di dove sei ecc ecc; e c’è da considerare che la maggior parte degli utenti non mettono neanche la foto nel proprio profilo, ma solo un nickname che non indica il sesso della persona.

Questi messaggi a volte sono puramente innocenti (se sei particolarmente bravo ti fanno i complimenti), altre volte invece nascondono l’intenzione di attaccare bottone e cercare di carpire il maggior numero di informazioni sull’avversario, di chiedergli un appuntamento o di fare battute maliziose, nel migliore dei casi.

Nel peggiore dei casi invece ti puoi trovare di fronte all’avversario che non augureresti neanche al tuo peggior nemico: quello che se sei più forte di lui ti insulta, che inveisce se non sei abbastanza veloce a completare tutte le manche, che ti chiede la rivincita 1.000 volte o che ti insulta a prescindere.

Eh si, dietro Ruzzle si nasconde anche un mondo di persone alle quali il gioco non interessa minimamente, ma che si divertono ad essere volgari (battute sessuali, parolacce); per fortuna esiste anche l’opzione con la quale si può creare una lista di utenti “bannati”, che di conseguenza non potranno più inviarti messaggi o richieste di gioco.

Ma perché tutto questo? In effetti probabilmente neanche il miglior psichiatra al mondo riuscirebbe a dare una spiegazione al fenomeno. Possiamo capire l’atteggiamento con Facebook, Instagram o altri social nei quali per lo meno si possono vedere le sembianze delle persone alle quali ci si rivolge (anche se il tutto è comunque scorretto e riprovevole); ma con Ruzzle no, è proprio inaccettabile.

Per cui giocate utenti di Ruzzle! Giocate e che vinca il migliore! Ma per cortesia, lasciate perdere i messaggi e divertitevi!



redazione