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Minestre riscaldate nel calcio: quando forse è meglio non tornare a casa

Nel calcio di oggi sentiamo sempre più spesso parlare di “minestre riscaldate”, con riferimento a tutti quei giocatori, allenatori e anche dirigenti che tornano in una loro vecchia squadra con risultati scarsi. D’altronde, una minestra scaldata due volte non piace a nessuno, no? Ecco, quindi, le 5 peggiori minestre riscaldate della recente Serie A!

Ma prima: avete già letto l’articolo dedicato ai 5 migliori ritorni, quelli che hanno comunque continuato ad incidere nonostante gli anni trascorsi altrove? Se non l’avete fatto, cliccate qui per andare a recuperarlo.

5. GIANLUIGI BUFFON (JUVENTUS, 2001 – 2018, 2019 – in corso)

Da quando è tornato alla Juventus, Buffon non ha fatto malissimo, è vero. Certo, non è più quello di un tempo, ma il suo lo ha sempre fatto, nonostante ormai sia il secondo portiere. L’aspetto davvero deludente di questo ritorno, che lo fa entrare in questa classifica (all’ultimo posto, comunque) è la modalità con cui è successo. È andato via dalla squadra della sua carriera per cercare di vincere la Champions League con il PSG. Missione fallita. La Juventus tessera CR7, il fuoriclasse per eccellenza insieme a Messi. Buffon, svincolatosi dal PSG, torna alla Juve, dove non può più indossare la maglia numero 1 e la fascia di capitano. Nonostante, dunque, le discrete prestazioni nella sua seconda esperienza in bianconero, nonostante qualche errore ogni tanto, Buffon l’abbiamo dovuto inserire anche se questa scelta potrà far discutere.

4. GONZALO HIGUAIN (JUVENTUS, 2016 – 2018, 2019 – 2020)

Un altro giocatore bianconero in questa classifica. La parabola discendente di Higuain è sotto gli occhi di tutti. Dopo l’exploit al Real Madrid, le stagioni da protagonista a Napoli. Poi, il grande tradimento, con il passaggio ai rivali della Juventus. Dopo l’acquisto di CR7 da parte della società bianconera, per il centravanti argentino in squadra non c’era più spazio. I prestiti al Milan e al Chelsea non hanno garantito al Pipita continuità di reti, nonostante la buona partenza con la squadra rossonera. Prestiti che hanno portato Higuain, di nuovo alla Juventus dove, complice la presenza “scomoda” di due fuoriclasse come Ronaldo e Dybala, non è stato il protagonista nella stagione scorsa.

Da leader nella sua prima esperienza a peso, soprattutto sulle casse del club. La rescissione consensuale era la strada più ovvia. Ora è negli States, ma la sua nuova avventura oltreoceano con l’Inter Miami è iniziata nel peggiore dei modi. Rigore sbagliato e rissa sfiorata.

Higuain. Da www.calciomercato.it

3. MARIO BALOTELLI (MILAN, 2012 – 2014, 2015 – 2016)

La carriera di Balotelli la conosciamo tutti. Da assoluta promessa del calcio si è trasformato in un eterno incompiuto, soprattutto per via dei suoi comportamenti. La prima esperienza nel Milan sembrava dimostrare che Milano, sponda rossonera, era la casa perfetta per lui. Arrivato a gennaio 2012, in 13 presenze di campionato mette a segno ben 12 gol, contribuendo alla qualificazione in Champions Legaue del Milan. La stagione 2014 – 2015 segna il suo passaggio al Liverpool, dove non si dimostra all’altezza della squadra inglese, molto diversa dalla corazzata di oggi. Da qui il suo ritorno al Milan nella stagione 2015 – 2016 dove, in ben 23 presenze tra campionato e coppa, ha collezionato la miseria di tre reti, due delle quali in Coppa Italia contro l’Alessandria.
Dopo questa esperienza, Balotelli inizia a girovagare senza meta in Europa, dove riesce sempre a far discutere per le sue “balotellate”.

2. ANTONIO CASSANO (SAMPDORIA, 2007 – 2011, 2015 – 2017)

Il discorso per Cassano non si discosta troppo da quello di Balotelli. Fuoriclasse con i piedi, testa caldissima. Nel suo curriculum Cassano può vantare anche numerose presenze con il Real Madrid, ma è nella Roma prima e nella Sampdoria poi che ha dato il meglio di sé. Nella sua prima esperienza blucerchiata, il fantasista barese era il vero trascinatore della sua squadra. Dopo aver giocato per Milan e Inter torna a casa dove, in una stagione, sigla solamente due gol in 24 partite. Troppo poco.

Cassano. Da www.m.calciomercato.com

1. ANDRIJ ŠEVČENKO (MILAN, 1999 – 2006, 2008 – 2009)

Inserire un fuoriclasse come Andrij Ševčenko nella classifica delle minestre riscaldate fa male; purtroppo siamo costretti, per quello che si è visto. Sheva è, all’unanimità, uno dei centravanti più forti della storia del calcio, e questo non si discute. Con il Milan ha dato spettacolo, ha incantato San Siro e ha vinto, nel 2003, Champions League e pallone d’oro. La storia con i rossoneri finisce nel 2006, quando passa ai blues del Chelsea. Grave errore. Non è più lo Ševčenko di prima. Segna pochissimo e non si ambienta bene a Londra. Prova a rigenerarsi tornando al Milan, la SUA squadra, ma i risultati sono deludenti. 26 partite e due reti nella sua seconda vita rossonera, dopo averne siglati 173 nelle 296 precedenti. Nonostante la delusione di questo ritorno, Sheva è rimasto ancora nel cuore dei tifosi del Milan.

“Non è brasiliano però che gol che fa! Il fenomeno lascialo la, qui c’è Sheva!”

Si conclude così il nostro viaggio all’interno della storia recente della Serie A, alla ricerca delle cosiddette “minestre riscaldate”. Ce ne sarebbero stati altri da aggiungere, ma ci fermiamo qui. Alla prossima!



Marco Nuzzo