Mascherine: è allarme inquinamento

E’ dal Porto di Ancona che arriva il primo semaforo rosso.  Il pellicano, cioè il battello spazzino che ripulisce dalla sporcizia l’acqua del porto di Ancona, ha estratto dall’acqua del porto le mascherine che galleggiavano in superficie.

Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità portuale, ha così dovuto prendere atto delle presenze sempre più massicce di mascherine e guanti, prima inesistenti nelle acque di Ancona. Ma il problema non riguarda solo Ancona. Riguarda le spiagge, i porti, le acque, i parchi e le strade italiane, da Nord a Sud dello stivale.

Non solo plastica

Se prima il problema era la plastica, adesso non è più così. L’arrivo delle mascherine nell’utilizzo quotidiano delle nostre vite ha portato, purtroppo, ad un inquinamento maggiore. Abbandonate in spiaggia dopo una giornata al mare, sulla panchina dopo una chiacchierata con gli amici, nel parchetto vicino casa dopo la passeggiata con il cane. Tutto poi si riversa nelle falde acquifere, per poi finire in mare.

E’ inspiegabile come l’uomo riesca ad esse così cattivo con il Mondo che lo ospita, è inspiegabile come non si riesca a buttare i rifiuti nei cestini, senza abbandonarli.

Rifiuti indifferenziati

Con la riapertura delle scuole se ne stimano altri 11 milioni al giorno da gettare — raccomandano le aziende di nettezza urbana, gli esperti dell’Ispra e dell’Iss e il ministero dell’Ambiente — nella spazzatura indifferenziata. Le mascherine usate vanno nella spazzatura generica e non nelle raccolte differenziate in modo che la destinazione finale sia l’inceneritore, impianto che da mostro orribile e contaminante diventa necessario per evitare nuovi contagi.

Sicurezza sul posto di lavoro

E’ necessario che gli operatori ecologici che lavorano a contatto con i rifiuti siano tutelati. La loro salute deve necessariamente essere protetta e mantenuta. Già i rifiuti, di per sé, possono essere tossici, rilasciare sostanze dannose per l’organismo e per il mondo che ci circonda. Con l’ondata di Covid-19, in più, è necessario che lo smaltimento dei Dispositivi di Protezione Individuale utilizzati sia dai privati che dagli ospedali, che dalle aziende, avvenga secondo i criteri ben precisi.

Non solo la nostra economia non può permettersi l’ennesimo stop, ma il nostro mondo può neanche permettersi l’ennesimo problema di inquinamento globale. E’ necessario prestare sempre più attenzione ad una corretta raccolta dei rifiuti, e nel caso delle mascherine e dei guanti monouso, ancora di più.



Sharon Santarelli