Marta Marzotto e la sua vita a colori

Claudia Ruiz

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La “contessa” per antonomasia, un’esplosiva e inarrestabile sorgente di energia ed entusiasmo, oggi diamo il nostro personale addio ad una leggenda: Marta Marzotto.

marta1Marta era una donna dalla personalità fenomenale, un concentrato di creatività in continua metamorfosi, una donna irripetibile, poliedrica, che conta più imitazioni della Settimana Enigmistica. Marta non si è mai risparmiata, viveva la sua vita cercando di rendere felici gli altri; chi l’ha avuta come amica racconta di una persona di grande cuore, noi che non abbiamo avuto il piacere di conoscerla la ricorderemo come una figura che ha cambiato per sempre, fin dai primi anni 60 del 900, la storia del costume in Italia. Potremmo utilizzare tantissimi aggettivi per definire Marta Marzotto: sontuosa, chic, originale e sublime, regale e popolana, una donna che non sa cosa significhi risparmiarsi. Di origini umilissime di cui andava fiera e che non ha mai nascosto, è diventata, pur rimanendo ostinatamente fedele a se stessa, un’incontrastata sovrana della società, un catalizzatore di sogni, di mood e di aspirazioni, insomma un’icona.

Il suo salon romano, affacciato su Piazza di Spagna, ha ospitato il meglio che il mondo della cultura aveva da offrire, da Moravia a Dario Bellezza, Sandro Penna, Alberto Arbasino e tanti altri, così come quello dell’imprenditoria, dell’aristocrazia e della politica. I suoi amori, primo tra tutti il profondo legame con il pittore Renato Guttuso, rimangono proverbiali. Padrona dello Zeitgeist, lei non si è fatta mancare niente, niente rimpianti o futili malinconie. Eppure è una donna che nella sua lunga vita ha conosciuto il dolore, la ferita della perdita di una persona cara. Ha conosciuto tutti, ma proprio tutti: il poeta Evtuschenko, Picasso, Papa Roncalli, Robert Kennedy, il Presidente Pertini, Andy Warhol, Francisco Franco e chi più ne ha più ne metta.

Ha divorato la vita morso dopo morso, impavida e passionale ha disegnato ogni giorni seguendo ciò che il suo cuore e la sua grande mente le comandava. Bella di una bellezza intensa, diversa e modernissima, allure aristocratica e basica insieme; ciò che l’ha resa davvero Marta oltre ogni misura è la moda, l’ambito dove da giovanissima, al debutto degli anni 50, ha iniziato la sua lunghissima storia. Tutto ebbe inizio nella Sala Bianca di Pitti e negli atelier di couture romani. Poi il matrimonio con l’industriale tessile veneto Umberto Marzotto e così con quel mondo creativo e colorato ha conquistato il cuore di tutti noi; un mondo, quello della moda che più di tutti ha interpretato a gusto suo, mixando in totale libertà, osando sovrapposizioni inusuali, contrasti e follie incomprensibili alla maggior parte di noi. Carica di gioielli e monili etnici come un idolo orientale, è stata ambasciatrice dello stile italiano sulla scena internazionale.

Fatalista e libertaria, allo stesso tempo tenera e dura come un diamante, donna dal grande charme e irresistibile catalizzatrice, in una parola, resterà per sempre unica, la sola e unica Marta Marzotto.

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