Marijuana: dalla controcultura alla legalizzazione dei prodotti ‘light’

La marijuana è conosciuta e coltivata fin da tempi antichi, in particolare dalle antiche popolazioni che abitavano il subcontinente indiano, l’area di provenienza della cannabis (la pianta dalla quale viene ottenuta). Nel corso del tempo, questa sostanza in grado di sortire effetti sedativi, rilassanti e finanche psicotropi, è stata utilizzata prevalentemente a scopo ricreativo, determinando reazioni più o meno severe da parte delle autorità competenti. Nonostante le proibizioni, che sono diventante progressivamente più severe nel corso del ventesimo secolo, la marijuana – assieme all’hashish, altro derivato della cannabis – è diventata la protagonista di una vera e propria cultura, entrando a far parte delle abitudini quotidiane di milioni di persone in tutto il mondo.

La marijuana e la controcultura ‘hippie’

Pur essendo già nota e diffusa già negli anni Trenta e Quaranta, la marijuana riscuote un enorme successo a livello internazionale a partire dalla fine degli anni Cinquanta e nel corso di tutto il decennio successivo, diventando uno dei simboli della cosiddetta ‘controcultura’ giovanile. Le ribellioni studentesche che segnano in maniera indelebile l’ultimo segmento degli anni Sessanta sono il riflesso più evidente di una profonda frattura generazionale: i giovani, incapaci di identificarsi nei valori condivisi dai propri genitori (così come in quelli della ripresa economica postbellica) manifestano il proprio desiderio di evasione e cambiamento. In questo periodo, è la musica a fare da volano ai moti di ribellione dei giovani e degli ‘hippie’ (basti pensare a Woodstock) i quali condividono non solo lo spirito iconoclasta ma anche il bisogno di ampliare le proprie percezioni sensoriale, spesso assumendo sostanze psicoattive come la marijuana. La crisi economica e cosio-culturale degli anni Settanta lascerà le generazioni del ‘sessantotto’ in preda ad un sentimento di forte delusione che porterà molti a ricorrere a sostanze chimiche più potenti della cannabis.

L’evoluzione della cultura della cannabis

Svanita l’epoca più fulgida della marijuana, la cultura creatasi attorno a questo derivato della canapa indiana ha progressivamente abbracciato diversi settori, come ad esempio l’arte e la letteratura, oltre ad ispirare campagne di marketing incentrate su di un variegato merchandising contraddistinto dalla foglia di marijuana. Alla fine del ventesimo secolo, la comunità di consumatori di cannabis ha sviluppato un proprio linguaggio, trovando numerosi riscontri nelle arti così come nella cultura di pop e di massa.

Il processo di legalizzazione

Gli effetti più pesanti della marijuana sono legati alla presenza di una molecola specifica, il THC. Quest’ultima rende i derivati della cannabis psicoattivi ossia sostanze stupefacenti; è per questo che la vendita e il consumo di marijuana sono ancora ampiamente illegali. Fanno (parziale) eccezione i Paesi Bassi, dove da anni la somministrazione delle cosiddette droghe leggere è ‘tollerato’ entro determinati limiti stabiliti dalla legge. A partire dagli anni Duemila, il dibattito attorno alla possibilità di legalizzare l’uso della marijuana si è fatto più pressante, anche grazie ad alcuni studi medici che dimostrano gli effetti benefici di un certo tipo di cannabis nel trattamento di determinate patologie. Di conseguenza, da alcuni anni diversi paesi hanno allentato le restrizioni riguardanti la produzione della canapa indiana e la distribuzione dei prodotti da essa derivati. Anche l’Italia rientra tra le nazioni che hanno cominciato a regolamentare questo settore merceologico quantomeno peculiare; con una legge del 2016, infatti, è stata incentivata la coltivazione della cannabis sativa L., l’unica specie di questa pianta ammessa alla coltivazione a livello comunitario. Le normative attualmente in vigore consentono la commercializzazione di derivati ‘light’, ossia caratterizzati da una concentrazione di THC pari allo 0.5%. La marijuana che rientra in tale parametro è considerata legale, e può essere acquistata anche online; gli e-commerce specializzati, come prodotti-cannabis.it, consentono di scegliere tra diverse varietà di prodotto, inclusa la Northern Lights, per soddisfare i gusti più disparati.



redazione