Ornitorinco ed echidna: i mammiferi che depongono le uova

Viene automatico associare i mammiferi al parto di un cucciolo, forse perché la maggior parte di noi vive sin dai primi anni di età a stretto contatto con animali domestici o con animali da cortile o forse perché ci hanno cresciuto con questa nozione; eppure esiste un gruppo di mammiferi tanto affascinante quanto strano, di cui non tutti sono a conoscenza o di cui non si conoscono le caratteristiche peculiari, che smentisce l’idea tipica che abbiamo del mammifero: i monotremi, i mammiferi che depongono le uova.

Secoli fa venivano erroneamente considerati anelli di congiunzione tra mammiferi e uccelli e tuttora viene commesso questo errore dai “non addetti ai lavori”, proprio per le loro strane caratteristiche morfologiche.

Ma se questi animali, che sembrano un misto fra mammiferi (a causa del pelo) e uccelli (per via del “becco” e delle zampe palmate), traggono così facilmente in inganno, come facciamo ad avere certezza che siano in qualche modo imparentati con noi Mammalia? Quali sono le caratteristiche che fanno di un animale, un mammifero?

Il pelo, le ghiandole mammarie e, ovviamente, le cure parentali più notevoli di tutto il regno animale.

La classe Mammalia è divisa in 2 sottoclassi: Prototheria (mammiferi che depongono uova) e Theria (mammiferi che partoriscono piccoli vivi) che a sua volta suddivisa in 2 infraclassi Metatheria (marsupiali) e Eutheria (placentati).

«I monotremi sono raggruppati nell’infraordine Ornithodelphia (dal greco ornis = “uccello” e delphùs = “utero, grembo”, in riferimento al singolo ovidotto funzionale dell’ornitorinco e di molti uccelli) e nell’ordine Monotremata (dal greco monos = “uno, singolo” e trema = “foro, apertura”, in riferimento alla cloaca, unica apertura verso l’esterno dei sistemi digerente, escretore e riproduttivo).

Ne fanno parte due famiglie: Ornithorhynchidae (dal greco rhynchos = “becco”) che comprende l’ornitorinco e Tachyglossidae (dal greco tachùs = “veloce” e glossa = “lingua”) che comprende due forme di echidna, ovvero quella dal naso corto (Tachyglossus aculeatus) e tre specie dal naso lungo del genere Zagoglossus.» [Fonte: Zoologia dei Vertebrati; F. Harvey Pough, Christine M. Janis, John B. Heiser; nona edizione]

Nonostante sembrino degli animali primitivi, i monotremi presentano anche alcune specializzazioni esclusive, come ad esempio la mancanza di denti da adulti, sia nell’ornitorinco sia nell’echidna e la presenza di un becco o rostro dalla consistenza simile a quella del cuoio.

«Questa struttura contiene recettori che rilevano i segnali elettromagnetici prodotti dai muscoli di altri animali, utili per percepire la preda sott’acqua o in un termitaio. Tale becco è quindi diverso da quello corneo degli uccelli, sia nella struttura sia nella funzione; tuttavia i monotremi assomigliano agli uccelli in altri modi. Per esempio, gli spermatozoi dell’ornitorinco sono filiformi come quelli degli uccelli, anziché essere provvisti di una testa e una coda distinte come quelle dei teri.» [Fonte: Zoologia dei Vertebrati; F. Harvey Pough, Christine M. Janis, John B. Heiser; nona edizione]

Questi animali non possiedono vere e proprie mammelle ma, come da definizione, hanno delle ghiandole mammarie con le quali producono un latte che affiora sul ventre, dalla pelliccia e che lì viene consumato dai piccoli dopo la schiusa delle uova.

Le uova sono diverse da quelle degli uccelli, sono più simili a quelle dei rettili e infatti hanno un guscio pergamenaceo; possono essere incubate in appositi nidi come quelli costruiti dagli ornitorinchi o in particolari borse cutanee come quelle delle echidne.

Come già detto, attualmente esistono solo cinque specie di monotremi, una di ornitorinco e quattro di echidna e si possono trovare soltanto in Australia e in Nuova Guinea; quindi, purtroppo, non ci resta che accontentarci degli esemplari presenti nei musei di zoologia oppure fare un bel viaggio nell’emisfero australe!

Vi ha incuriosito la strana natura dei monotremi? Vi piacerebbe vederli di presenza?