L’idea geniale di una ragazzina di 15 anni: vende biscotti sfruttando la “fame chimica”

Si chiama “fame chimica” e sono le grandi abbuffate che seguono dopo aver assunto cannabis. In realtà il fenomeno è ben noto ed è dovuto all’azione  del Thc, cioè il principio attivo contenuto nella marijuana, che si lega al cervello con alcuni recettori chiamati Cb1, o recettori cannabinoidi, tale reazione chimica provoca la sensazione di fame. Gli ultimi studi effettuati dall’agenzia francese Inserm e pubblicati sulle pagine della rivista Nature Neuroscience, dimostrano che un ruolo fondamentale in questo fenomeno è giocato dal senso dell’olfatto, il quale viene potenziato sotto effetto del Thc, aumentando in questo modo la sua capacità di risvegliare l’appetito. Se i risultati, ottenuti per ora su topi, verranno confermati, potrebbero aiutare a sviluppare farmaci in grado di trattare diversi tipi di disturbi alimentari, come l’obesità o la perdita di appetito. Ma nel frattempo c’è chi sfrutta questa caratteristica. Lei, si chiama Danielle, è una scout di quindici anni di San Francisco, in California che come molte sue coetanee si è lanciata nella vendita dei biscotti. A differenza delle sue amiche che li vendevano nei parchi, davanti ai luoghi simbolo della città e in occasione di eventi, Danielle da sette anni ha scelto invece di vendere davanti a un dispensario di marijuana medica, in modo da approfittare della cosiddetta ‘fame chimica’. Nel giro di poche ore la ragazzina ha venduto 117 scatole di Dulce de Leches e biscotti Tagalong al cioccolato, tanto che la sua impresa poi è arrivata anche sui principali media nazionali e internazionali



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