Le persone affette da paralisi tornano a lavorare controllando i camerieri robot di una caffetteria giapponese

In TECH by Giuseppe ForteLeave a Comment

Le innovazioni tecnologiche nel campo della robotica continuano a susseguirsi compiendo apparizioni sempre più frequenti nella vita di tutti i giorni. Il fascino della sfida verso la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie accomuna diverse discipline che contribuiscono ad offrire un valido contributo per il miglioramento della qualità della vita delle persone, in particolare di quelle affette da malattie degenerative o da disabilità. Dalle minuscole protesi che vanno direttamente nella spina dorsale all’assunzione di mezzi robotici negli interventi di chirurgia spinale, queste invenzioni stanno sensibilmente cambiando in meglio il destino di coloro che non possono più muoversi come prima e rendersi utili per la società.

In Giappone, la startup con base a Tokyo di nome Ory Lab ha deciso di mettersi al servizio di queste persone, impiegando i suoi camerieri robotici, chiamati OriHime-D, per servire i clienti della caffetteria Dawn Ver Beta, rimasta aperta per una durata di due settimane. Completamente controllati da pazienti con lesioni del midollo spinale e che devono affrontare gravi problemi di mobilità, gli OriHime-D garantiscono a tali persone la possibilità di interfacciarsi e gestire il rapporto con i clienti anche senza spostarsi fisicamente.

Il personale composto da 10 robot, tutti alti 1,2 metri, ha così portato a termine con successo il proprio turno lavorativo. Naturalmente, la scelta dell’altezza è stata fatta per consentire ai camerieri di servire facilmente un’ampia gamma di clienti, senza la preoccupazione di riscontrare problemi relativi all’altezza o all’accessibilità.

Gli OriHime-D possono essere comandati grazie ad applicazioni installate su tablet e computer e sono in grado di trasmettere segnali audio e immagini video semplicemente attraverso una connessione a internet. Le operazioni di controllo sono eseguite da remoto, con il sistema che è in grado di rispondere a delicati movimenti oculari traducendoli nelle coordinazioni. I robot sono stati quindi capaci di raccogliere oggetti, spostarsi in tutto lo spazio della caffetteria e persino svolgere un’interazione verbale con i clienti.

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Le persone alla guida degli OriHime-D, non solo hanno ritrovato l’entusiasmo di rendersi utili per gli altri attraverso il controllo dei robot, ma sono anche stati ricompensati con uno stipendio per i loro sforzi. Il compenso è stato fissato a 1000 yen l’ora (poco meno di 8 euro) che corrispondono all’incirca all’attuale salario minimo per la città di Tokyo.

“Voglio creare un mondo in cui anche le persone che non possono spostare i loro corpi possano lavorare”, ha spiegato Kentaro Yoshifuji, CEO di Ory Lab. Questi robot sono stati progettati principalmente per ridare un posto di lavoro ai malati di SLA, ma possono rappresentare un aiuto efficace anche per quegli studenti che non hanno il modo di seguire le lezioni a scuola o all’università a causa degli stessi motivi.

Nonostante la caffetteria, come suggerito dallo stesso nome, sia nata soltanto come versione beta, i creatori si stanno impegnando a raccogliere i fondi per aprirla in modo permanente per il 2020, anno delle Olimpiadi di Tokyo.

Se tutto proseguirà secondo i piani, questo tipo di progetto potrà costituire un grande punto di partenza per aiutare queste persone a reintegrarsi nella società e a riguadagnarsi uno stile di vita più che dignitoso.