L’artista Beth twitta l’abito da sposa in sedia a rotelle: il web letteralmente “esulta”

In WEB by Sharon SantarelliLeave a Comment

Beth Wilson è un’artista che ha creato scalpore su Twitter grazie ad un post che, in pochissimo tempo, è diventato virale. “Il nuovo negozio da sposa in città ha una sedia a rotelle con manichino in vetrina. Questo non dovrebbe essere eccitante, ma è la prima volta che vedo la disabilità raffigurata in una vetrina di questo tipo”, recitava il post pubblicato qualche giorno fa sul suo account. Il manichino indossa uno splendido abito da sposa in raso bianco, con uno scollo che scopre le spalle e le scarpe brillantinose, da vera principessa. Una splendida sposa penserete.

Beth ha 36 anni e da 5 anni è costretta ad utilizzare una sedia a rotelle. Beth sa esattamente di cosa si parla, sa quali sono le barriere architettoniche che incontra e sa quali sono le difficoltà della vita. Dopo aver visto la vetrina del negozio, che si trova in un paesino vicino Bristol, non ha potuto tacere, ed ha voluto condividere con i suoi followers ciò che quella vista ha scatenato nel suo cuore. La foto è diventata virale: centinaia sono stati i commenti. C’è chi si è irrimediabilmente commosso  e chi spera che siano molti di più i negozi con manichini di questo tipo in vetrina.

In un’intervista al Daily Mail ha affermato: “Il mondo non è disegnato per persone come noi. Facciamo fatica a muoverci ovunque andiamo. Questa è la prima volta che vedo una sedia a rotelle nella vetrina di un negozio che non sia di prodotti dedicati. È bello che non abbiano nascosto la sedia a rotelle ma anzi l’abbiano messa in evidenza decorandola. Le reazioni dei followers contano molto per persone come me. Noi ci sentiamo spesso invisibili, non ci vediamo sui giornali se non per temi dedicati alla disabilità e mai vestiti con abiti belli ed eleganti. Spesso ci rappresentano nascondendo la sedia a rotelle ma per noi è un simbolo di libertà” continua Beth. “Io non ho bisogno di un vestito da sposa perché sono già sposata e non indosso abiti, ma se ne avessi bisogno sarei felice di acquistarlo in un negozio dove mi sento ben accolta anche con la sedia a rotelle”.

Le sorelle Laura Allen e Sarah Parker, proprietarie del negozio, hanno rilasciato un’intervista dove affermavano:  “Siamo felici che la nostra vetrina abbia spinto molte persone ad affrontare il tema dell’inclusività nella moda dedicata alle spose. Perché è vero che queste persone sono poco rappresentate. È bello aver avuto tanto sostegno, ma da un lato è triste pensare che la sedia a rotelle abbia catturato l’attenzione di tutti perché dimostra quanto sia raro vederne una esposta in vetrina. Speriamo di arrivare a un giorno in cui ad attirare la curiosità generale sia solo l’abito in vetrina e non la sedia a rotelle”.

Negli ultimi anni la moda ha cercato di avvicinarsi al tema dell’inclusività, cercando di ideare capi alla moda per persone che nonostante abbiano una mobilità ridotta non vogliono rinunciare a vestire in maniera più elegante o particolare, magari per sentirsi meglio con se stesse.

Purtroppo però la nostra società ha ancora il freno a mano tirato quando si parla di questo tema e nonostante un primo approccio certamente positivo, tutto scorre a rilento.