Labirinto della Masone: in provincia di Parma il labirinto più grande del Mondo

“Da sempre i labirinti mi affascinano. Insieme ai giardini, sono tra le fantasie più antiche dell’umanità”. Trova la sua spinta negli archetipi Franco Maria Ricci, padre del più grande labirinto del mondo, appena aperto a pochi passi da Parma, a Fontanellato. Franco Maria Ricci è direttore dell’omonima casa editrice fondata nel 1965. L’ispirazione per la realizzazione del progetto è venuta direttamente dal noto scrittore argentino Jorge Luis Borges. “Sognai per la prima volta di costruire un labirinto circa venti anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: Jorge Luis Borges”.

Ma perché proprio un labirinto? Un luogo un po’ nefasto ed inquietante. Secondo il suo “ideatore” una strada labirintica riflette la realtà. Durante la vita spesso ci si trova intrappolati in qualcosa che non si desidera. Un lavoro, un rapporto, un luogo. Il bisogno di evadere, di trovare una strada per “uscire” dal tunnel in cui ci siamo cacciati, o trovati, è spesso forte.

“Com’è noto, quando fece costruire il suo labirinto, che era una prigione – continua Ricci – Minosse nutriva intenzioni cupe e crudeli. Io immaginai un equivalente addolcito, che fosse anche un giardino, dove la gente potesse passeggiare, smarrendosi di tanto in tanto, ma senza pericolo”. Insomma, nessuna bestia feroce che rischia di mangiarci. Solo tanto verde, qualche fiore qua e là. In realtà non è proprio così, in quanto ci sono molte trappole, vicoli ciechi e bivi. Ma nel complesso la probabilità di sopravvivere e tornare a casa sani e salvi è del 100%. Non poco!
Il labirinto è realizzato lungo un’area di sette ettari di terreno, dove sono presenti in tutto, 200mila piante di bambù di ben venti specie diverse. Grazie alla loro presenza è una delle più vaste piantagioni di bambù presenti in Europa.

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"Hidden ways": le opere di #bambù degli 11 artisti nomadi del progetto GNAP Italy 2019 (Global Nomadic Art Project) promosso dal comitato Solchi, Milano (www.solchi.org), al Labirinto della Masone, che potrete ammirare nei due giorni di Under The Bamboo Tree 2019 (5 e 6 ottobre). Il progetto "Hidden ways" è coordinato da Stefano Devoti, Artista e Direttore del GNAP (Global Nomadic Art Project) e Ko Seung-hyun, Direttore e fondatore di Yatoo. In ordine: ? Wisnu Ajitama (Indonesia): "Do we Play in the same playground?" ? Emanuela Camacci (Italy): "Condizione sospesa" ? Stefano Devoti (Italy): "Taromachìa" ? Fred Martin (France): "Il complesso di Dedalo" ? Amarsaikhan Namsraijav (Mongolia): "Movement of Nomad" ? Peter Pal (Romania): "The Exit" ? Ko Seung Hyung e Kabin Kim (South Korea): "Dreamcatcher per i viaggiatori" ? Reka Szabo (Hungary): "From space to space" ? Gunjan Tyagi (India): "Interlocked" ? Ko Yo-Han (South Korea): "Lo squalo" #Globalnomadicartproject #UndertheBambooTree #Design #Arte #Art #LandArt #BambooRush #LabirintodiFrancoMariaRicci #LabirintodellaMasone #FrancoMariaRicci #Bamboo #Nature #Natura #NatureArt #Labirinto #TurismoER #Fontanellato @associazioneitalianabambu @isiafirenze @imaestridelpaesaggio

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Non solo piante, passeggiate e verde. E’ presente una piazza di duemila metri quadrati per ospitare concerti e manifestazioni culturali. Oltre 5mila metri quadrati del labirinto saranno usati per ospitare gli oltre 500 pezzi della collezione d’arte dello stesso Franco Maria Ricci (con opere dal Cinquecento al Novecento, da Bernini a Canova, senza dimenticare Hayez, Parmigianino e Carracci), oltre a una biblioteca con illustri esempi di grafica e tipografia (per un totale di 15mila volumi). Spazio anche a esposizioni temporanee, come “Arte e Follia” curata da Vittorio Sgarbi e dedicata ai pittori padani Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi. Presenti, inoltre, sale da cerimonia e una cappella (a forma di piramide) per celebrare matrimoni.

Un luogo immenso, dove poter appagare la propria anima. Immensi nel verde, nell’arte e nell’amore. Un progetto certamente ambizioso quello di Ricci. Dieci anni di lavori, quindi, che hanno dato all’Italia il labirinto più grande del mondo. “Secondo solo al deserto”, avrebbe detto lo stesso Borges.



Sharon Santarelli