La vipera: quanto la si conosce realmente?

In SCIENZE by Bruno MorelloLeave a Comment

A molti di noi piace stare all’aria aperta, per una semplice passeggiata o per un’escursione. Capita spesso, però, tra le persone meno abituate all’escursionismo, di essere allarmati o intimoriti nei confronti di eventuali animali pericolosi: il classico esempio è la vipera.

In Italia, i viperidi sono gli unici rappresentanti tra i serpenti velenosi; le altre specie presenti appartengono alla famiglia dei colubridi e sono totalmente innocui (relativamente al veleno, il morso provoca comunque un dolore fisico). Sono presenti cinque specie di vipere in Italia (l’ultima è stata scoperta nel 2016) e sono tutte accomunate da una serie di caratteristiche morfologiche, utili anche a distinguerle dalle altre specie non velenose.

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Natrix natrix, specie spesso confusa con la vipera dai più inesperti

-La prima caratteristica è la pupilla, anche se non è un dettaglio facile da notare a primo impatto: le vipere hanno una pupilla verticale, i serpenti non velenosi (almeno in Italia) hanno la pupilla tonda.

-Le squame presenti sulla testa: le vipere hanno numerose piccole squame, i colubridi ne presentano molte meno (meno di una decina).

-Il corpo e in particolare la coda (anche se il termine “coda” è usato impropriamente per i serpenti): la vipera presenta un corpo più tozzo e un restringimento alla fine, in modo che sembri avere la “coda corta”; i colubridi presentano una fisionomia più snella e nessun restringimento nella parte finale del corpo. La testa (triangolare nella vipera) sarebbe un altro tratto distintivo, tuttavia molti colubridi adottano una strategia difensiva atta a modificare la forma della propria testa, in modo da renderla il più simile possibile a quella della vipera (per cui è un carattere che potrebbe trarre in inganno).

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Confronto tra viperidi e colubridi – pupilla in dettaglio

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Confronto tra viperidi e colubridi – testa in dettaglio

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Confronto tra viperidi e colubridi – coda in dettaglio

In generale, le specie di vipera presenti in Italia (la più comune è Vipera aspis) possono essere più facilmente trovate in zone di transizione, ovvero aree in cui ambienti di prato e boschivi sono a contatto; soprattutto poiché risulta più facile trovare cespugli o rovi, che rappresentano un ambiente molto ricco di prede.

Ora che abbiamo dei cenni ecologici sulle vipere e sappiamo come riconoscerle, non resta che chiederci: sono effettivamente pericolose? La risposta è no, o meglio, potrebbero esserlo in casi rari.

Bisogna premettere che le vipere non sono aggressive, come spesso viene raccontato, ma semplicemente si difendono se avvicinate e minacciate. Il veleno per loro è un’arma preziosa e non può essere sprecata, deve essere usata contro le proprie prede, quindi, nell’ipotesi in cui un esemplare sia minacciato, questo probabilmente si difenderà con un morso a secco (senza inoculare il veleno). In ogni caso, la quantità di veleno non basterebbe per uccidere un uomo adulto in salute, soprattutto considerando che raramente iniettano tutto quello che hanno a disposizione che va dagli 8 ai 12 milligrammi (per un uomo adulto ne dovrebbe usare circa 80).

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Vipera aspis

Quindi, il morso di vipera non è letale; in passato risultava dannoso, paradossalmente, il siero utilizzato contro il veleno a causa delle reazioni allergiche che provocava nei soggetti più sensibili. Nella peggiore delle ipotesi, l’unica cosa da fare è mantenere la calma e chiedere soccorso; il rischio più grosso si manifesta nel caso in cui il morso è ricevuto da anziani o bambini (in questi casi potrebbe avere conseguenze spiacevoli).

La vipera, come tanti altri animali, fa parte del patrimonio faunistico italiano, sarebbe opportuno liberarsi da antiche (e false) credenze  e ammirare la bellezza degli esemplari che popolano la nostra terra.

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Bruno Morello

Bruno Morello

Nato a Catania nel 1993 e laureando in biologia evoluzionistica. Le mie passioni sono la musica e la natura in tutte le sue forme, dal microscopico all'immensità dei pianeti e delle stelle.

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