“La Terra è blu… che meraviglia” parole di Jurij Alekseevič Gagarin

Di Valeria Manilla per Social Up!

“La Terra è blu… che meraviglia. È bellissima” esclamò Jurij Alekseevič Gagarin sbirciando dall’oblò della Vostok 1.

“Buona giornata dei cosmonauti” (“С Днём Космонавтики!”) grideranno oggi per le vie di Mosca bambini, adulti, uomini e donne in festa.

Oggi infatti, 12 aprile 2016 si festeggia il 55esimo anniversario del primo viaggio sullo spazio a opera di Jurij Gagarin il cosmonauta più famoso della storia.

Nato il 9 marzo 1934 a  Klušino un villaggio nella regione di Smolensk’ (ex Unione Sovietica) da padre falegname e madre contadina crebbe in un sovchoz (azienda agricola statale); nonostante la pausa della guerra ricevette una buona educazione scientifica che gli permise di entrare all’Accademia Aereonautica di Orenburg e nel 1957 di ottenere il diploma. Aveva soli 23 anni.

Erano gli anni di Eisenhower da una parte e Nikita Sergeevič Chruščëv dall’altra, gli anni della guerra, quella fredda, e delle sfide in mare, per terra e nello spazio, appunto.

Quel giorno, il 12 aprile di 55 anni fa erano passate da poco le 5 e Jurij Alekseevič Gagarin già sveglio realizzò che quello era il giorno in cui avrebbe cambiato il corso della storia dell’umanità,  eppure era apparentemente calmo, il suo polso registrava 64 battiti cardiaci al minuto, era sopravvissuto a un periodo di duro addestramento  ed era stato scelto tra 3461 candidati, poi 20, poi 6,poi tra lui e la sua riserva German Stepanovič Titov.

Quella mattina Gagarin consumò una colazione a base di carne, marmellata di more e caffè, indossò la tuta e il casco con la scritta CCCP (Союз Советских Социалистических Республик, СССР; Sojuz Sovetskich Socialističeskich Respublik) e si diresse verso la base spaziale di Bajkonur in Kazakistan da cui alle ore 9.07 decollò la prima navicella spaziale con equipaggio umano, la Vostok 1 (“vostok” :“est”, “oriente”).

“Poehali!” (Andiamo!) esclamò, prima di chiudere il portellone della navicella che lo separava dai comuni mortali e partì, impiegando 108 minuti per compiere un’orbita completa intorno alla Terra con atterraggio a Smielkova, nella Russia occidentale.

12 aprile 1961. Unione Sovietica 1 – 0 Stati Uniti 

Era il 27 marzo del 1968. Jurij Alekseevic Gagarin stava volando a bordo di un piccolo caccia, poi all’improvviso un malore (così dicono) e lo schianto. Aveva 34 anni.

Ancora oggi si festeggia con grande gaudio e partecipazione questo giorno storico per l’umanità e per la Russia in particolare; si celebra l’orgoglio di una Nazione dal passato non facile, pieno di contraddizioni e di pagine poco note agli occidentali.

Yandex.ru il maggiore motore di ricerca russo ha realizzato una ricostruzione accelerata della storica impresa, facendo rivivere non solo il lancio, ma anche la conversazione tra Gagarin e l’ingegnere spaziale Sergej Korolev Vola con Gagarin!



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