La storia di Vittoria, da benestante a senzatetto di MIlano, apre il cuore e fa tornare la magia del Natale

Durante queste giornate vissute nell’angoscia dei contagi, delle curve epidemiologiche, della paura dei contatti e all’ansia di chi si incontra, di rifiutare qualsiasi mano che si tende verso di noi, lo impongono le regole ed i protocolli sanitari, sembra proprio, che l’umanità si sia spenta, che le lucine di Natale, sia pure dai mille colori siano fredde, che Babbo Natale non sia più tanto atteso ma che lasci dietro un ondata di indifferenza. Poi il cuore torna a battere magicamente e tutto intorno si colora, se si pensa alla storia di Vittoria, alla quale il covid, in un certo senso, ha dato una spinta per cambiare nuovamente vita. Vittoria è una signora di 78 anni, brillante architetto della Milano bene, acclamata professionista, frequentatrice dei migliori salotti e donna di grande cultura, sempre elegante nel suo palco alla Scala, amante della musica classica e dei balli di danza classica.

Più di 10 anni fa, un improvviso crollo emotivo, le ha ribaltato la vita, facendole perdere tutto e come sempre oltre le cose materiali anche i falsi amici che piano piano si sono defilati lasciandola da sola. E’ finita a vivere quasi per strada, racconta Silvana Soldini, un’amica rimasta fedele, che la sua amica è un tipo “stravagante”: “Per tanti anni è riuscita a pagarsi i 300 euro di affitto di un box, dove dormiva in una sedia a sdraio, e a sfamarsi grazie a una piccola pensione e ai soldi guadagnati vendendo a negozi vintage parte della sua splendida collezione di abiti. E’ una donna che non si piange mai addosso, che prende luce quando entra  in una libreria o guarda un balletto in televisione, piena di autoironia. E sa tanto del mondo, anche cose che nessuno sa: per esempio sui piatti antichi vanta una conoscenza sterminata”. A luglio scorso tra l’estenuata afa e senza la possibilità di lavarsi come tutti i senzatetto perché le docce pubbliche sono chiuse da marzo per via del virus  – proprio lei, che ci ha sempre tenuto a restare linda anche ‘sottosuolo’ – si è presentata da Silvana,  con una richiesta semplice. “Ho bisogno di una doccia”, ha detto all’amica che aveva conosciuto anni prima durante un ciclo di letture organizzato dall’associazione ChiamaMilano. 

 Per capire quello che è successo poi bisogna salire su una carovana di solidarietà spinta da così tante persone che ha avuto la forza di far avere una casa a Vittoria, e anche graziosa, sui Navigli.  Quando le ha chiesto una doccia, Silvana non ha potuto farla salire a casa sua perché vive al quarto piano senza ascensore e Vittoria aveva in quel periodo delle difficoltà a camminare per un malanno all’anca. “Allora ho messo dei post su Facebook, uno in particolare sul gruppo del mio quartiere, Porta Venezia, e subito mi ha contattata una donna che si è offerta di aprirle le porte della sua abitazione. Poi altre persone nei giorni seguenti l’hanno accolta per altre docce e infine il custode di uno stabile in piazza Diaz l’ha invitata ad andare ogni giorno nel suo bagno con doccia ad agosto e a settembre spiegando che tanto lui abitava vicino al posto di lavoro e non ne aveva bisogno. Lei ”si è presentata da tutti sempre con la sua classe, il  suo asciugamano e il suo bagnoschiuma, impegnandosi perfino a pulire il bagno”. Poi, continua Silvana, è successa “una cosa inaspettata”.

“Qualcuno che evidentemente ‘conta’ è venuto a conoscenza della situazione e ha fatto sbloccare una pratica in Comune iniziata da Vittoria 4 anni fa per ricevere un alloggio popolare”. E nel giro di pochissimo, “come per magia”, questa signora elegante e coi capelli corti  ha ottenuto una casa sui Navigli, “due locali, bagno e cucina, in buone condizioni”. Ma la solidarietà è andata avanti come un carro armato. L’abitazione era vuota e bisognava riempirla: “Le sono stati regalati un frigorifero e una cucina e dei soldi attraverso versamenti sull’Iban che abbiamo indicato su Facebook. Quando Vittoria mi ha raccontato della morbidezza della prima notte dormita in un letto e della prima, infinita doccia calda, non ho potuto non piangere”. Dice Mario Miglietta, animatore dalla pagina Facebook ‘Porta Venezia Village’ che alla fine di quest’anno, mentre tutti si lamentano di dover stare a casa, “Vittoria ripete che lei è molto felice di starci, finalmente, in una casa”. 



Alessandra Filippello