La psicologia dell’incertezza, che impatto hanno le nostre scelte sugli altri?

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Per essere più efficace nella prevenzione delle epidemie, l’informazione in ambito sanitario dovrebbe focalizzarsi di più su questo aspetto.

  • Un nuovo studio mostra per la prima volta come l’incertezza non induca sempre comportamenti egoistici, anzi ci renda a volte più altruisti
  • Chiedere alle persone di pensare all’impatto potenzialmente dannoso delle proprie azioni può incoraggiarli ad adottare comportamenti che preservino il benessere degli altri
  • I risultati dello studio potrebbero avere implicazioni significative nell’ambito della salute pubblica, in particolare in quello della prevenzione delle malattie infettive

Non conoscere l’impatto che le nostre scelte avranno sugli altri può indurci a prendere decisioni egoistiche. Ma non sempre. Il nuovo studio “Uncertainty about the impact of social decisions increases prosocial behaviour”, pubblicato su Nature Human Behaviour, mostra proprio il contrario.

Infatti, secondo gli autori dello studio condotto dalla City University di Londra, dall’Università di Oxford e dall’Università di Yale, modificare i messaggi veicolati in ambito sanitario focalizzandoli sulla portata delle nostre azioni come, ad esempio, sull’impatto potenzialmente dannoso del contagiare un collega con un raffreddore, anziché, per esempio, far passare il messaggio di un possibile contagio se si va al lavoro raffreddati, potrebbe favorire atteggiamenti di prevenzione.

INCERTEZZA DEI RISULTATI VS INCERTEZZA DELL’IMPATTO

Ma che cosa intendiamo per incertezza? Quando si tratta di decisioni sociali, l’incertezza che ci assale è distinguibile in due tipi:

–          “incertezza dei risultati”, ossia l’incertezza sui risultati delle nostre decisioni

–          “incertezza dell’impatto”, ovvero l’incertezza delle conseguenze che ricadranno sugli altri se facciamo una determinata scelta

I ricercatori hanno scoperto che, facendo leva sulla seconda – quindi sull’incertezza dell’impatto anziché su quella dei risultati – i partecipanti si dimostravano più inclini a adottare comportamenti suscettibili di contenere la minaccia di una malattia infettiva e hanno quindi sottolineato l’importanza di tali risultati per contrastare le minacce globali.

L’ESPERIMENTO

I ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti in cui variavano le informazioni che i partecipanti ricevevano sulle persone potenzialmente interessate dalle loro decisioni. I risultati hanno messo in luce come l’incertezza dei risultati attivi narrazioni auto-referenziali che inducono le persone a convincersi della scarsa probabilità che le proprie azioni danneggino gli altri e minimizzano i sensi di colpa. Al contrario, l’incertezza dell’impatto attiva narrazioni focalizzate sugli altri e sul loro benessere. In particolare, queste narrazioni possono tenere conto di preoccupazioni relative all’immagine di sé (quali: “solo una persona insensibile metterebbe a repentaglio la salute dei più vulnerabili”).

Secondo Andreas Kappes, ricercatore del Dipartimento di Psicologia della City University di Londra e primo autore dello studio: “L’incertezza sull’influenza delle nostre scelte sugli altri interessa l’intero corso della vita e spesso ci troviamo a doverci confrontare con queste decisioni. Il nostro nuovo studio ha evidenziato come l’incertezza non induca sempre comportamenti egoistici, perché conta piuttosto il tipo di incertezza”.

“I nostri risultati suggeriscono, invece, che quando le persone considerano l’impatto delle loro azioni in situazioni incerte, come nel caso dei potenziali danni arrecati per un contagio da raffreddore o influenza, arrivano addirittura a peccare di eccessiva cautela. Di conseguenza, tale ricerca offre spunti nuovi per la comunicazione pubblica dell’incertezza, soprattutto negli ambiti in cui comportamenti prudenti e altruisti nei confronti della salute o del benessere dei terzi sono fondamentali, si pensi, tra gli altri, all’epidemiologia e all’infettivologia”.