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La “marea verde” travolge il Sud America: l’aborto viene depenalizzato in Colombia

Mentre nel Sud America si è cominciato solo da pochi anni a smuovere le coscienze nei riguardi dell’interruzione della gravidanza, in Italia l’aborto è legale già da molto tempo. Tuttavia, esistono ancora, su questo tema, opinioni forti e contrastanti che sarebbe meglio tenere a bada.

In vista dell’8 marzo 2022 l’associazione Pro vita & Famiglia ha tappezzato la città di Roma con dei manifesti anti abortista riportanti lo slogan: “Potere alle donne? Facciamole nascere”. Un’azione che ha suscitato l’attenzione e l’indignazione di molte donne, uomini ed associazioni che rivendicano il diritto di scelta della donna. Sui social la vicenda non è passata inosservata, e migliaia di persone hanno firmato una petizione affinché i manifesti contro l’aborto venissero tolti.

I cartelloni, tra l’altro, violavano l’articolo 12 bis sul regolamento per le affissioni: “È infatti vietata l’esposizione pubblicitaria il cui contenuto contenga stereotipi e disparità di genere, veicoli messaggi sessisti, violenti o rappresenti la mercificazione del corpo femminile e il cui contenuto sia lesivo del rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili e politici”.

In Italia la legge che ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto è in vigore dal 1978.

Una donna italiana può richiedere, infatti, l’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Nonostante ciò, di campagne Pro vita come quella precedente continuano ad essercene a migliaia andando a ledere uno dei diritti fondamentali di una donna: la propria libertà.

Nel mondo, l’aborto è un tema abbastanza caldo, nonché un tabù, soprattutto negli ambienti più cattolici e conservatori. Posti in cui le donne per far sentire la propria voce e determinazione scendono in piazza e rivendicano a squarciagola il diritto su quello che dovrebbe essere semplicemente una loro libera scelta.

A tal proposito è nata  “la marea verde”.

Espressione che designa una massa di donne unite con un fazzoletto verde in mano – il colore della campagna in favore dell’aborto legale – pronte a sbandierare la voglia di cambiamento.

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La “marea verde” ha ottenuto un successo straordinario in Argentina nel 2020. Quando il presidente Alberto Fernández ha firmato il decreto per la promulgazione della legge che prevede la legalizzazione, la depenalizzazione ed il riconoscimento del diritto ad un aborto legale, sicuro e gratuito fino alla 14esima settimana di gestazione.

Visti i suoi frutti, la marea verde ha continuato a nuotare con insistenza in diversi altri Paesi del Sud America, per esempio in Messico.

Ma nel 2022, finalmente, anche la Colombia depenalizza l’aborto.

Lunedì 21 febbraio 2022 la  Corte costituzionale colombiana ha votato in favore della facoltativa possibilità di una donna di interrompere la gravidanza. L’aborto sarà consentito solo entro le prime 24 settimane di gravidanza. Un risultato a metà che segna comunque un principio storico di cambiamento.

In Colombia, prima di questo giorno, l’aborto era consentito solo in caso di situazioni specifiche. Dal rischio di salute della madre o del feto alla gravidanza frutto di stupri, incesti o inseminazioni artificiali non consensuali. In caso contrario, la legge colombiana prevedeva una pena che poteva arrivare persino fino a più di quattro anni in carcere. Secondo la legge attualmente in vigore, una donna resta punibile solo se decide di ricorrere all’aborto oltre il sesto mese di gravidanza.

A fare la differenza in Colombia sono state le organizzazioni pro aborto, sintomo che ancora una volta l’unione fa la forza.

Da Il Post.it si legge, infatti, che la decisione della Corte Costituzionale è arrivata in seguito al ricorso, datato 2020, da parte di cinque organizzazioni per il diritto di scelta delle donne. Un’insistente grido di libertà che ha portato ai risultati sperati.

L’aborto legale, tra le altre cose, ridurrà notevolmente la mortalità femminile. Molte donne, infatti, nei Paesi in cui l’aborto è o era illegale ricorrevano comunque a quest’ultimo attraverso la clandestinità. Si pensi solo che in Colombia nel 2020 l’aborto illegale era al quarto posto tra le cause di morte delle donne. L’attivismo delle associazioni si è mostrato determinante soprattutto in tal senso.

L’onda verde ha travolto con successo alcune zone del Sud America, e non si fermerà fin quando tutte le donne non raggiungeranno la medesima libertà di scelta.



Giulia Grasso