Misteri calcistici: la famosa “partita della morte”

L'evento passato alla storia con il nome di partita della morte racchiude una serie di fatti a dir poco inquietanti. Siamo nel 1942 e i nazisti hanno occupato l'Ucraina. I soldati tedeschi sono annoiati, ma nel frattempo si scopre che tra i prigionieri di guerra ci sono degli ex giocatori della Dinamo di Kiev.

LA PARTITA DELLA MORTE: LA STORIA

Questi hanno pensato che una partita di calcio era ciò che ci voleva per distrarre le truppe. Gli ucraini formano una squadra dal nome “La Start” e conquistano una sonora vittoria contro i nazisti per 5-1. Ovviamente gli avversari, non accettandolo, pretendono una immediata rivincita. Rivincita che però non ha nemmeno senso giocare dal momento che i risultati sono più che prevedibili: gli uomini de “La Start” sono stanchi e denutriti mentre la squadra avversaria è composta dagli ufficiali della Luftwaffe. Con sorpresa però il primo tempo si chiude con 3 a 1 per “La Start”. Da qui però iniziano le minacce: un ufficiale delle SS dice ai giocatori della squadra avversaria che avrebbero dovuto perdere per non trovarsi nei guai. Malgrado tutto, si arriva al 3 a 3, per poi ritornare ad un nuovo vantaggio firmato “La Start” con il punteggio di 6 reti a 3. Sembra che l'attaccante Klymenko abbia saltato mezza squadra avversaria fino ad arrivare alla linea di porta, decidendo però di calciare il pallone e centrocampo.

I giocatori ucraini si sono resi conto di aver provocato troppo i nemici e avevano paura di ciò che gli sarebbe capitato. Gli ufficiali infatti erano stati umiliati e non lo potevano accettare, così qualche settimana dopo iniziarono gli arresti. Kototkikh viene arrestato il 6 settembre e morì dopo 20 giorni di tortura. Gli altri giocatori vengono deportati fuori Kiev, nel campo di concentramento di Syrec. Due giocatori riescono a fuggire mentre altri tre vengono uccisi. Il 24 febbraio viene fatto un tentato attacco di incendio al campo, così i prigionieri vengono fucilati. Si narra che Nikolai Trsevich urlò “Lo sport rosso non morirà mai” mentre una delle guardie apriva il fuoco.

CURIOSITÀ E LEGGENDE METROPOLITANE

Una storia cruda e violenta, fatta di amore per il gioco e dell'unione di una squadra. Storia così drammatica che ha ispirato il film “Fuga per la vittoria”. C'è però chi dice che la storia non sia andata esattamente così, ma che sia stata romanzata. Questo viene reso noto da una testimonianza diretta, il figlio di un giocatore della squadra ucraina.

Vladlen Putistin infatti disse nel 2002: “Nessuno andò nello spogliatoio per minacciarli prima dell’incontro o nell’intervallo. Mio padre e tutti gli altri tornarono a casa per celebrare la vittoria”.

Fu anche ritrovata una fotografia molto significativa: raffigurava i giocatori di entrambe le squadre ed erano tutti molto sorridenti. Vennero giocate altre partite negli anni successivi con un risultato di vittoria per i giocatori ucraini.

Inoltre ci sono delle stranezze anche per quanto riguarda i giocatori. Ne vennero arrestati solo 8 ma per sospetti di appartenenza all'NKVD, quindi il calcio non c'entrerebbe nulla. Si tratta di una verità o di propaganda sovietica? Questo resterà un mistero.