La Cina sorprende con il suo vaccino, differente dagli altri mRna, bisogna solo capire se funziona

Nel mondo di vaccininopoli,  oggi segniamo una vittoria con sorpasso all’ultimo secondo per la Pfizer rispetto Moderna. Ieri, tutte le testate  riportavano i dati vincenti del vaccino Moderna, con delle percentuali di copertura più alte rispetto la Pfizer, oggi grande sorpasso, il 94.5% viene superato dai laboratori della grande multinazionale con un 95% di copertura. Ma dalla lista dei 48 vaccini candidati a salvare il mondo, ed a gonfiarsi le tasche (questo ovviamente non lo dice nessuno), compare dulcis in fundo pure la Cina, che zitta zitta, elimina pure il problema dei refrigeratori necessari per gli altri vaccini, portando avanti il vaccino Corona Vac, basato sul virus Sars-CoV2 inattivato e pertanto differente dagli altri a mRna (come quello Pfizer).

Nel corso della sperimentazione su oltre 700 individui di 18-59 anni il vaccino è risultato sicuro e senza effetti avversi, nonché in grado di indurre rapidamente la produzione di anticorpi dopo due dosi di prodotto. E’ quanto si legge sulla rivista  The Lancet. Resta da verificare nella fase 3 della sperimentazione se la concentrazione di anticorpi indotta da CoronaVac sia sufficiente a prevenire l’infezione e se il vaccino funzioni anche negli anziani, piccoli problemini a quanto pare comunque.

“I nostri risultati mostrano che CoronaVac è capace di indurre una rapida risposta anticorpale entro quattro settimane dalla somministrazione, con due dosi a distanza di 14 giorni tra loro. Ciò rende il vaccino adatto per un uso di emergenza durante la pandemia”, ha dichiarato Fengcai Zhu, del Centro provinciale Jiangsu per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Nanjing.  In entrambe le fasi di sperimentazione, riferite su Lancet, il vaccino è stato testato (confrontandolo con un placebo) in due dosi ed ha prodotto una risposta anticorpale anche con la dose inferiore. Tuttavia non è chiaro al momento se la concentrazione di anticorpi ritrovata nel sangue dei vaccinati sia sufficiente a proteggerli dal virus, perché è risultata inferiore alla concentrazione di anticorpi ritrovata in pazienti guariti dall’infezione. Gli effetti avversi sono stati assenti o lievi; il più comune riportato è stato il dolore al sito dell’iniezione.  Il CoronaVac “potrebbe rappresentare un’opzione attraente perché può essere conservato in un refrigeratore standard tra 2 e 8 gradi centigradi, come avviene per gran parte dei vaccini oggi in uso, compreso quello antinfluenzale”, ha spiegato uno degli autori dei test, Gang Zeng, della Sinovac Biotech. Inoltre il vaccino potrebbe restare stabile per oltre tre anni, cosa che offrirebbe non pochi vantaggi al momento della distribuzione anche in luoghi remoti. “Naturalmente i dati dalla fase 3 sperimentazione saranno cruciali per stabilire la reale utilità del CoronaVac”.



Alessandra Filippello