La bio-rivoluzione made in Sicily

In #Focus, SCIENZE by Claudia RuizLeave a Comment

Mettete insieme delle arance, un prototipo innovativo e la collaborazione vincente tra il Distretto agrumi di Sicilia e la Coca Cola Foundation ed il risultato sarà quasi spettacolare.
È stato avviato un progetto di ricerca finalizzato allo studio sull’agro-energia da pastazzo di agrumi, finanziato dalla Coca Cola Foundation, per 380 mila euro, al distretto degli Agrumi e all’Università degli studi di Catania.

Vittorio Cino, Federica Argentati, Biagio Pecorino e Beno Biundo (ansa.it)

Vittorio Cino, Federica Argentati, Biagio Pecorino e Beno Biundo (ansa.it)

Il Distretto agrumi di Sicilia ha fatto della lotta allo spreco alimentare il suo cavallo di battaglia. “In Sicilia – ha spiegato il presidente del distretto, Federica Argentati – abbiamo il grande problema del riutilizzo e dello smaltimento del ‘pastazzo’, ossia il prodotto della trasformazione industriale degli agrumi”.                    Grazie agli investimenti ricevuti il Distretto ha realizzato un impianto pilota per riutilizzare questo scarto insieme ad altre matrici organiche, come ad esempio il fico d’india, per provare a produrre energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.

www.corriereinnovazione.corriere.it

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È un progetto che rappresenta un’importante opportunità per la crescita dell’intero settore agrumicolo in Sicilia; non solo per la riduzione significativa dei costi di smaltimento del pastazzo, ma anche un incentivo alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Oggi smaltire oltre 340 mila tonnellate di pastazzo prodotte mediamente ogni anno, costa alla filiera oltre 10 milioni di euro (30 euro a tonnellata). Un piccolo impianto capace di valorizzare il pastazzo di agrumi, altri sottoprodotti delle filiere agroalimentari mediterranee (sansa, vinacce, pale di fichi d’India) e le colture in rotazione o secondi raccolti può fornire, ad esempio, 500 normal metri cubi di biogas ed attivare un generatore in grado di produrre 1 MW di energia elettrica, sufficiente per alimentare in media il consumo di 333 abitazioni. L’obiettivo è di estendere il progetto all’intera regione: è stato, infatti, calcolato che per risolvere il problema dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero 20 ‘digestori’ come l’impianto pilota.

“È un’opportunità innanzitutto per la Regione Siciliana, – come afferma Vittorio Cino, direttore comunicazione e relazioni istituzionali Coca Cola Italia – che può diventare un modello virtuoso per l’intero territorio italiano”. Insomma una bio-rivoluzione tutta made in Sicily da tenere sottocchio.

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About the Author
Claudia Ruiz

Claudia Ruiz

Nata a Catania nel 1989. Laureata in Scienze Internazionali presso l’Università di Siena. Nutro una passione per i temi di attualità e di politica estera, in particolare del sud est asiatico.