“Io abito io” un sogno chiamato crowdfunding

In SPETTACOLO by redazioneLeave a Comment

“Io abito Io” è un documentario herinematografico, prodotto e diretto da Simone Giovanni Bregante e Matteo Canzano.

“A partire dall’estate del 2015, abbiamo maturato l’intenzione di girare un documentario che ricercasse personaggi eccentrici, talvolta bizzarri o al limite della realtà.” Affermano gli autori “Inizialmente, la struttura narrativa del film si presentava informe e imprecisa. Tuttavia, dopo alcuni mesi, abbiamo effettuato i sopralluoghi. È stato nel corso del viaggio che abbiamo capito cosa avremmo voluto raccontare realmente. E abbiamo deciso di cambiar rotta…”

Il film racconta le realtà di quattro protagonisti. Attraverso la vita di ogni protagonista, si racconta una differente dimensione temporale: nascita, giovinezza, consapevolezza, anzianità. Un film sull’uomo. Un progetto ambizioso. Ma l’ambizione degli autori non supera il loro talento. I due giovani film maker hanno condotto un progetto di carattere astratto con perseveranza, razionalità e concretezza. Il piccolo Luca, un bimbo di soli 6 mesi, è il protagonista delle prime sequenze del film. Osservando il suo modo acerbo di percepire il mondo, s’indaga il tema dell’origine della vita. La Seconda protagonista è Cheris, una giovane street artist che trasforma i muri della metropoli in opere d’arte. Quando non dipinge, lavora alla creazione di tattoo che realizza in diversi studi. Al contrario, nel Maggio del 2016, la troupe ha lavorato alle riprese del terzo protagonista, Massimiliano, un uomo che ha trascorso 20 anni fra le mura del carcere.

Nel corso della produzione, il team ha collaborato con “Il Gruppo della Trasgressione”, composto da detenuti ed ex-detenuti delle carceri milanesi impegnati in attività socio-culturali. Allo stesso modo, la troupe ha percorso più di 1000km per produrre le riprese del quarto protagonista: Gianni. Poeta mistico e artista, ha trascorso gran parte della sua esistenza fra le rupi di un canyon selvaggio. Vive in distacco dalla società da oltre 40 anni, coltivando la ricerca della sua spiritualità. Tuttavia, la produzione del film è giunta solo a metà. Le riprese ritraenti Cheris e il piccolo Luca saranno prodotte nei prossimi mesi. Sino a questo punto, i due co-registi hanno girato soltanto le immagini delle realtà di Massimiliano e Gianni. A partire dal 27 Gennaio 2017, è stata lanciata una campagna crowdfunding su indiegogo.com, con l’obiettivo di raccogliere i finanziamenti necessari per terminare le riprese.

La politica crowdfunding è sempre più diffusa all’interno del panorama cinematografico internazionale Rappresenta un’opportunità che riguarda in particolar modo i cosiddetti “piccoli proprietari terrieri” del cinema. Parliamo di giovani valvassini che esercitano il diritto di cavalcare un’evoluzione, alla ricerca di sperimentazioni artistiche. Spesso non dispongono di budget elevati e, nella maggior parte dei casi, appartengono a quella scuola di pensiero definibile “cinema indipendente”. Negli USA e nel Regno Unito, il crowdfunding è ormai un fenomeno esteso. In Italia, è una realtà ancor timida, seppur in aumento. Nonostante i rischi e le difficoltà che una campagna crowdfunding comporta, è una modalità sempre più utilizzata da quei giovani valvassini che auspicano a nuove idee. Sostenere le giovani menti creative è il primo passo verso un miglioramento culturale in continua innovazione, seppur in continua difficoltà nel trovare fondi da investire nella Settima arte. Nell’era del media-sharing, non prestare attenzione alle nuove idee rappresenta un errore.

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