Intervista a Bassi Maestro – Il Vero Padre del Rap Italiano ci parla di #downwithbassi

A dicembre del 2014 è partito il progetto #downwithbassi ed oggi per parlarne abbiamo incontrato Bassi Maestro, uno dei padri del rap italiano oltre ad essere considerato una leggenda del rap underground.

Bassi Maestro o solo Bassi, Busdeez, Bax, The Incredible Cock Dee, Cock Dini, Cock Dizu o James Dini è Davide Bassi, rapper italiano che nasce a Milano nel ’73 ed inizia la sua attività di rapper tra l’87/88 a Milano, una delle città più interessanti per culture underground negli anni ’80. Durante la sua carriera ha pubblicato ben 34 album e 18 raccolte.

 

Alla carriera di rapper ha anche accompagnato diverse altre iniziative che hanno mostrato la poliedricità della persona, tanto che lo abbiamo visto condurre assieme ai Sottotono il programma “Nel vortice” su Radio Italia Network. Ha partecipato a Sanremo accompagnando Syria nella canzone L’amore è nel 2003. Non si è mai fermato e per raccontare tutte le sue collaborazioni ci vorrebbero giorni e sicuramente si rischierebbe di dimenticarne qualcuna, quindi vi lasciamo all’intervista!

La prima domanda è di rito: Ti sarà stata fatta tante volte, ma ci piacerebbe avere una versione tutta nostra della tua spiegazione: che ne pensi del rap moderno? Sei uno dei pionieri del rap italiano insieme a Kaos, cosa è cambiato da quando avete iniziato nei primi anni ’90?

Effettivamente è una domanda abbastanza comune ma è sempre bene precisare, in realtà è cambiato tutto come non è cambiato nulla, l’hiphop è da sempre carico di spirito di competizione e volontà di emergere, di arrivare in alto. La grossa differenza è che quando ho iniziato io il Rap era legato alle radici, era una musica rivoluzionaria e anticonformista, oggi le cose si sono ribaltare, la rivoluzione ha fatto il suo corso e il Rap è un genere come altri, attualmente è addirittura il genere più diffuso e che richiama maggiormente i giovani e i media. Non so dirti se era meglio prima, sicuramente era più stimolante!

Se avessi una macchina del tempo cosa cambieresti della tua carriera e cosa rivivresti?

Non cambierei nulla, se sono arrivato qui è anche grazie alla mia ostinazione nel fare quello che mi dice l’istinto e a farmi guidare da quello che mi piace.

Cosa ne pensi dei rapper da talent? Quelli che cercano di diventare famosi grazie a questi e quelli che invece vestono i panni di “giudice”?

Non ho la tele, mai visto un talent, non ho tempo e non mi interessa! Ognuno sceglie la sua strada in base alle sue possibilità e ai suoi interessi, non è mio compito dare giudizi in merito.

Tra tutti i rapper emergenti, chi reputi il più bravo e con più prospettive per il futuro?

Le due cose purtroppo non sempre coincidono. Forse il rapper più famoso sulla scena, giovane e lontano da un certo tipo di compromessi è Nitro, anche molto bravo sul palco e nella scrittura.

Non si contano più le tue produzioni, tra album, mixtape e quanto altro. Quando hai capito di essere diventato un mito del rap?

Grazie ma non mi considero tale, credo di essere un rapper che ha un’ottima esperienza e una buona conoscenza della musica e delle varie situazioni, so cosa voglio per cui riesco a tenermi sempre in piedi a differenza di altri colleghi che magari hanno mollato anche per esasperazione…sono contento che la gente apprezzi la mia musica vuol dire che non ho lavorato solo per me stesso.

Battle Royale è un capolavoro, come è nata questa collaborazione? El Raton, Rasty Kilo, Madman, En?gma, Noyz Narco, Jack The Smoker, Salmo, Rocco Hunt, Gemitaiz, Nitro sono dei mostri del rap, rappresentano la nuova scuola e la vecchia scuola, come è stato collaborare con loro?

È sempre un onore collaborare con colleghi di questo livello, stimola la scrittura e tiene viva la fotta!

 

Cosa rappresenta per te il rap? Che consigli dai ai giovani che si trovano a fare rime e che vorrebbero seguire le tue orme?

Rappresenta la mia via d’uscita da una prospettiva di vita banale e uguale a tante altre, spesso scelte a caso… consiglio di fare qualcosa non per imitare qualcun altro ma per seguire la propria passione, solo così sarete contenti. I soldi e il rispetto arrivano dopo, ma se siete bravi arrivano.

Ci parli del tuo nuovo progetto? #downwithbassi sembra qualcosa di veramente innovativo.

Downwithbassi è nato dalla voglia di fare qualcosa che in Italia non c’era, sul modello di tanti podcast americani che seguo, fatti da addetti ai lavori ma che alla fine interessano e incuriosiscono anche quelli che si avvicinano per caso. È stata un’ennesima scommessa, auto finanziato e lontano da format predefiniti, sponsor e censure varie… speriamo che la gente continui a supportarci per un eventuale stagione futura!

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

Ho in programma parecchie cose tra cui alcune nuove uscite su vinile per la mia neonata etichetta Com Era records e molto altro.Trovate tutti i miei progetti e concerti sul mio sito downwithbassi.com supportate e diffondete la voce!



Andrea Calabrò