Intervista ai Phantomatica: Look Closer, un album dal sapore alternative rock

Francesco Bellia

In SPETTACOLO / Francesco Bellia / Comments

Un album dall’autentico sapore alternative rock quello dei Phantomatica, gruppo marchigiano, che con “Look Closer“, in uscita il 5 aprile esordisce con carattere e grinta nel mondo discografico del rock . Il bagaglio musicale del gruppo è ricco come dimostra il variegato repertorio di inediti: dieci brani in cui si alternano hardcore, come il potente “Mr Nobody” che ricorda i Nirvana; ballate melodiche e introspettive (“Impossible Possibility”, “Revelation”,), brani rock con innesti di musica elettronica, come nell’energico Drop it, primo singolo estratto dall’album, di cui è anche uscito il videoclip su you tube (link).

Ritmo e musicalità si fondono poi con naturalezza in “I am not the only one”, ultima track, forse il pezzo più bello dell’intero disco. Nel complesso Look Closer è un album dal sound rock ricercato, allo stesso tempo gradevole all’ascolto, equilibrato nel dosare energia e introspezione.

Pur essendo al loro esordio discografico i Phantomatica hanno avuto importanti esperienze live, come quella in Russia, all’A2 Arena di San Pietroburgo dove hanno aperto il concerto della prestigiosa band tedesca Guano Apes. Per quanto riguarda le registrazioni, la produzione e il mixaggio, i Phantomatica si affidano alle capacità di Fabio De Sanctis (ex cantante degli Ego, band elettronica degli anni ’90 in cui militava anche Max Gazzè al basso). I Phantomatica sono: Daniele Tipo – chitarra e voce; Stefano Sabbatini – chitarra solista; Marco Grilli-basso; Ivan Bufalari – batteria.  Social up Magazine li ha intervistati per voi.

Salve Phantomatica, siete sempre più vicini al vostro esordio discografico, che sarà il 5 aprile con l’album Look Closer. Come siete arrivati fin qui? Come ha avuto origine la vostra band?

Daniele: Dopo un viaggio lungo tre anni tra Canada, Regno Unito e Spagna, ho deciso di tornare in Italia nel 2007 con la precisa intenzione di dedicarmi alla musica e fondare un gruppo rock che ha preso forma nel 2009. All’inizio eravamo in tre, io alla chitarra e voce, poi basso e batteria. Dopo qualche mese si è aggiunto un altro chitarrista, Stefano Sabbatini, che tutt’ora fa parte della band.
Il cammino è stato sin qui molto difficoltoso, la band ha rischiato svariate volte di sciogliersi e nel tempo sono stati cambiati diversi membri, fino ad arrivare alla formazione attuale che ormai è la stessa da più di un anno.

Quale è la vostra formazione musicale? Quali cantanti e generi rock pensate abbiano influenzato di più il vostro stile?

Come spesso succede nelle band ognuno ha i suoi gruppi preferiti con cui è cresciuto, ma sicuramente il rock è l’elemento più forte che ci unisce tutti.
Nel mio caso i gruppi da cui prendo ispirazione sono davvero tanti ed è proprio per questo che le nostre canzoni sono molto diverse una dall’altra. Per quanto mi riguarda sicuramente gli Smashing Pumpkins hanno avuto un forte impatto sulla mia idea di rock, ma anche citando altri due o tre gruppi sarebbe comunque riduttivo. Ogni gruppo che mi ha ispirato ha qualcosa di unico che in qualche modo mi ha segnato.

Perchè il nome Phantomatica?

Diedi il titolo “Phantomatic queen” a una delle prime canzoni che scrivemmo, nonostante la band non avesse ancora un nome definitivo; dopodiché un giorno Marco (ex batterista) disse: “Perché non ci chiamiamo Phantomatica?”. Cosi, incuriosito da quella sua idea, decisi di cercare sul dizionario il significato preciso della parola “fantomatico” il quale riportava testualmente: “Agg. che sfugge a ogni identificazione”, un altro invece riportava “Che c’è, ma che sembra non esistere”. Non poteva esserci un modo più figo e più vero per descrivere la mia visione di fare musica e ho pensato subito che fosse perfetto.

S. Pietroburgo è stata senza dubbio una tappa importante del vostro percorso musicale. Come è stato aprire il concerto dei Guano Apes? Cosa vi ha lasciato questa esperienza?

Abbiamo avuto una grossa occasione nell’aprire ai Guano Apes e non ce la siamo fatta sfuggire. E’ stata davvero utile come esperienza per capire quanto il rock sia ancora vivo e in gran forma fuori dall’Italia: è commovente! Basta pensare ai Guano Apes che sono ancora oggi una band fortissima e nel nostro paese sono totalmente sconosciuti, mentre in Russia fanno sold-out quasi ad ogni concerto.

Veniamo al vostro album Look Closer. Perché questo titolo? Cosa potremo trovare al suo interno? 

Viviamo in un’epoca dove, per via delle costanti e numerose distrazioni la capacità di concentrarsi è diminuita al punto che stiamo perdendo la sensibilità di scoprire cosa c’è oltre la superficie delle cose e di conseguenza tutto viene giudicato ed etichettato velocemente, da qui anche la scelta di intitolare l’album “Look Closer”

Qual è il vostro brano preferito del disco?

Difficile dirlo ma probabilmente per me è Revelation.

La lingua delle vostre canzoni è per definizione l’inglese. Come mai questa scelta?

Potrei trovare la solita scusa dicendo che è più figo cantare in inglese, ma in realtà il vero motivo è che ho sempre sognato di cantare in quella lingua, un po’ perché ho sempre ascoltato principalmente musica inglese e americana, un po’ perché secondo me l’italiano è una delle lingue più belle del mondo, ma anche l’inglese non è da meno.

Quali saranno i prossimi concerti? Quando potremo ascoltarvi in Italia?

Ci stiamo organizzando per una data di presentazione dell’album che sarà nella nostra città a Civitanova Marche e stiamo preparando un tour in giro per l’Italia. Le date verranno comunicate presto nel nostro sito www.phantomatica.it