Intervista ai Lost: il ritorno dopo dieci anni di assenza

E’ stata la band del momento nei primi anni 2000 che faceva letteralmente impazzire tutte le ragazze d’Italia. Eccoli di nuovo nel panorama musicale dopo ben dieci anni di assenza: i Lost sono pronti a far rivivere la loro musica. Era proprio il 2011 quando, Walter Fontana (frontman della band) insieme a Luca Donazzan (basso elettrico) e Roberto Visentin (chitarra elettrica), avevano deciso di prendersi una pausa e scendere dal palco. A dieci anni dal loro incredibile successo, per la gioia di tantissimi fan, sono pronti a mettersi di nuovo in gioco.

Abbiamo chiacchierato con i Lost per farci dire qualche anteprima in esclusiva… curiosi? Venite con noi.

Siete stati tra le band italiane più famose del primo decennio degli anni 2000 e da giovanissimi avete ottenuto riconoscimenti enormi, da Mtv ai Trl Awards. Ora che siete tornati, quali saranno i vostri prossimi passi nel mondo della musica? Progetti in vista?

Questo 2020 è un anno strano. A febbraio dovevamo partire con un nuovo tour ma come tutti abbiamo dovuto annullare e rimandare tutto al prossimo anno. Però, questo, ci ha permesso di concentrarci nella stesura di nuova musica. Siamo davvero molto contenti di ciò che stiamo scrivendo e non vediamo l’ora di poterli fare ascoltare il prossimo anno. Nel frattempo, ci è stato chiesto di comporre un inno per il Calcio Schio (una squadra calcistica delle nostre zone), disponibile da metà ottobre su tutte le piattaforme. Una nuova esperienza che ci regalerà tante soddisfazioni.

Avete avuto un periodo di pausa di quasi dieci anni dal palco. Cosa vi ha spinto a tornare insieme più forti di prima?

Ciò che ci ha riportato a riprendere il cammino da dove era stato interrotto è stata la voglia di ritrovare ciò che ci aveva unito nel 2003, l’amicizia e quella voglia di creare musica insieme che si era solo assopita e aspettava solo il momento giusto per esplodere nuovamente.

In questi anni cosa vi è mancato di più in assoluto del mondo della musica?

Noi siamo la generazione che arriva dalla musica dal vivo. Stare sopra ad un palco è la cosa più bella. E’ la nostra droga. Ci divertiamo a suonare e a scambiare energia con chi viene ai nostri concerti.

Nel 2011 i Lost erano la band del cuore di tantissime fan in tutta Italia e con tantissimo seguito: avete paura di un possibile confronto con il passato?

Siamo sempre stati una band a cui non è mai importato del peso del passato. Ad ogni nuovo disco abbiamo sempre cercato di cambiare, fare ciò che ci piaceva e crescere. Abbiamo sempre cercato di spingerci oltre la nostra comfort zone e questo credo sia una nostra caratteristica. Soprattutto ora che non abbiamo il peso di aspettative, stiamo scrivendo canzoni che ci fanno stare bene e con un nuovo sound, influenzato dagli anni ’80, che caratterizzerà un po’ tutte le nostre prossime uscite.

Il mondo della musica è cambiato tanto negli ultimi dieci anni. Ad oggi, quale pensate possa essere il punto di forza della vostra musica?

Come hai detto tu, il mondo della musica è cambiato. Una cosa che ho notato è che molti nuovi artisti iniziano a fare musica pensando già alle visualizzazioni e alla fama da raggiungere, prima ancora di scrivere musica e divertirsi. Ci si prende troppo sul serio, come se si dovesse creare un’azienda più che un percorso musicale. Noi arriviamo da un’altra generazione e probabilmente siamo più ingenui, sognatori ma sinceri.

Parlando del vostro sound: pensate sia cambiato nel corso del tempo o rimanete fedeli a quello che era lo “stile” dei Lost che abbiamo conosciuto agli esordi? Cosa ci dobbiamo aspettare in futuro?

Siamo sempre stati una band in continua evoluzione. Questo perchè ascoltiamo tanta musica e lasciamo la mente aperta a tutto. Il nostro nuovo sound è un’evoluzione di ciò che eravamo dieci anni fa. E’ un sound influenzato dagli anni ’80 e dalla newretro wave.

Una delle vostre ultime canzoni si chiama “I suoi vent’anni”: come è nata? A cosa vi siete ispirati?

I suoi vent’anni è stato il primo brano che abbiamo composto che fa parte di questo nuovo ciclo, di questo nuovo sound. E’ nato molto velocemente, come la maggior parte dei nostri brani. Avevamo questa melodia che ci girava in testa. Siamo entrati in studio e abbiamo buttato giù lo scheletro del brano e nel giro di qualche giorno ho scritto il testo. Un testo che parla di ciò che si vive in certi momenti della vita, quando si tirano delle somme di ciò che si è, di ciò che si è stati e di ciò che si vuole diventare.

Parliamo di concerti: voi eravate letteralmente pazzeschi sul palco. Pensate che sarà possibile tornare a vedervi nel futuro più prossimo? (Covid19 permettendo)

Sicuramente ci rivedremo nel 2021 e non vediamo l’ora di portare il nostro spettacolo in giro per tutta l’Italia.



Valentina Brini