Intervista a Tommaso Maria Ricci: MCES Italia pronta a fare la storia degli eSports

Social Up ha avuto il piacere di intervistare Tommaso Maria Ricci, Direttore Generale di MCES Italia.

MCES è considerata una delle principali organizzazioni eSports al mondo, nata in Francia ed arrivata a maggio 2020 anche in Italia.

Il mercato eSports è in forte crescita, registrando non solo con la proliferazione di appassionati e team professionistici, ma anche un aumento dei ricavi, letteralmente schizzati dal 2018 in poi (da 865 milioni di dollari ai 1790 previsti nel 2022).

MCES Italia si appresta a diventare una delle più importanti realtà eSportive nel Belpaese, una vera e propria opportunità per portare sotto i riflettori internazionali del gaming anche il nostro Paese. Buona lettura!

Qual è la situazione del mondo eSports attualmente in Italia?

Siamo arrivati circa un anno fa ed abbiamo scoperto l’Italia sotto diversi punti di vista. Abbiamo conosciuto le società attive nei tornei, sia addette ai lavori che sponsor, avendo un’esperienza abbastanza ampia in tal senso. A maggio abbiamo fondato MCES Italia.

Grazie all’esperienza francese abbiamo compreso in che modo impostare la nuova società e come posizionarci. Il panorama è molto frammentato. Ci sono poche squadre realmente competitive in Italia, circa dieci, che lavorano e si muovono come società vere e proprie.

La nostra visione è quella di avvicinare sempre di più il mondo degli eSports allo sport giocato. Di conseguenza noi ci vediamo un po’ come una squadra di calcio, anche a livello di organizzazione interna (team, reparto sponsorizzazioni, comunicazione, ecc.).

Parte del team di MCES Italia

Crediamo molto nella collaborazione con gli altri team poiché, unendo le forze è possibile far crescere il settore, guadagnando tutti in termini di visibilità, economia, riuscendo ad espandere anche in Italia questo mercato, già ampiamente esploso all’estero.

Qual è stato il percorso che ti ha portato in MCES? Come ti sei avvicinato a questo mondo?

Vengo dal mondo degli sport tradizionali, ossia un’associazione sportiva romana che organizza tornei all’interno degli istituti scolastici, università, ecc da circa otto anni. Inoltre, ho avuto la possibilità di fare delle esperienze personali in società di marketing e comunicazione.

Grazie all’incontro con Pierfrancesco Iazeolla, il co-fondatore e CEO di MCES Italia, abbiamo provato ad inserirci in questo nuovo mercato, visto che il suo socio francese, proprietario di MCES, aveva già intrapreso questa strada e ci aveva allertato sul fatto che il mondo eSports sarebbe diventato molto interessante.

Tommaso Maria e Pierfrancesco

A maggio abbiamo avuto la possibilità di fondare la società, anche attraverso fondi arrivati dalla Francia, muovendoci in modo cauto. Mi sono avvicinato al settore poiché ho visto delle potenzialità enormi in un mercato sommerso.

Il lockdown ha avuto tantissimi aspetti negativi, ma quello positivo è sicuramente l’aver portato il mercato eSports alla luce rispetto a prima.

Come avviene la selezione di un aspirante Pro Player?

I processi sono molto particolari rispetto a quelli degli altri team. Crediamo nella possibilità di poter formare i giocatori dalla base. Ovviamente in questo primo anno non abbiamo ancora attive al 100% sale ed academy. La prima academy aperta è quella in collaborazione con la Romulea, un’antica società romana di calcio, e ce ne saranno molte altre sul territorio italiano.

Quanto alla selezione, il primo step consiste in una scrematura fatta attraverso i nostri tornei online o in presenza; successivamente si passa all’academy, dove avviene la formazione dei giovani talenti sia a livello sportivo che eSportivo, attraverso istituti specializzati che formeranno i giocatori anche a livello fisico.

Il terzo step è l’inserimento nel team italiano di MCES. Se hanno degli ottimi risultati, vi è la possibilità di passare al team francese di MCES.

In che modo avviene la costruzione di un team?

Avremo la possibilità di inserire i giocatori nelle società che vorranno crescere nel mondo eSports (es. Romulea), facendoli tesserare e giocare a livello nazionale ed internazionale per la società e per MCES.

Il punto fondamentale è quello di formarli, con una predisposizione al gioco sempre sana. È una visione a pioggia, dando la possibilità anche ai team minori di formare i propri giocatori.

Qual è il risultato che porti più nel cuore?

Nonostante la recente nascita, ci eravamo già qualificati con il nostro TEAM FIFA per le finali Nazionali a Coverciano che si dovevano svolgere il 25 maggio scorso. Da adesso in poi non si gioca più e si sta pensando alla formazione. L’obiettivo ora è di emergere.

Oltre alle academy, quali sono le prospettive future?

Stiamo lavorando per sviluppare dei master all’interno del mondo eSports, formando i ragazzi che vogliono lavorare in questo settore, aiutando il territorio e lo Stato a creare nuovi posti di lavoro in settori tecnologici-innovativi che avranno bisogno di figure professionali.



Paride Rossi