Intervista a Riccardo Arletti: il giovanissimo ideatore di Tipì

Vi avevamo già parlato di Riccardo Arletti, classe 1994, giovanissimo carpignano e della sua idea per rilanciare il turismo Green e sostenibile: Tipì. La sua idea vi ha talmente incuriositi che abbiamo deciso di intervistarlo.

Com’è nata l’idea di Tipì?

Da amante del trekking, al termine del mio percorso di laurea ho voluto unire l’utile al dilettevole svolgendo la mia tesi sperimentale sull’analisi dell’itinerario noto come “Via Degli Dei”. Lo scopo della tesi era quello di stimare come l’intensa affluenza ricevuta negli ultimi anni abbia inciso effettivamente sull’economia dei territori da esso attraversati. Svolgendo i miei questionari e parlando con numerose persone, mi sono accorto di come le forme di turismo slow negli ultimi anni stiano avendo un importante incremento e di come con la giusta combinazione di servizi, posizione e intraprendenza, sia possibile nonostante le difficoltà, vivere di questa forma di turismo. La mia idea di business prevedeva inizialmente la realizzazione di un luogo di “sosta” studiato ad hoc per i camminatori lungo questo itinerario, ma le difficoltà iniziali legate alla reperibilità del luogo adatto, i costi e soprattutto la complessa ed articolata burocrazia mi hanno ben presto scoraggiato. Ragionando tuttavia sulle strutture-tende che avevo immaginato con l’aiuto di alcuni amici architetti e designer, e studiando una formula commerciale accattivante per il loro utilizzo, sono arrivato alla conclusione che forse le mie tende, con la loro forma a Tepee avrebbero potuto costituire da sole un valido prodotto. Facendo numerose ricerche sulla moda del “glamping” mi sono convinto che rendendo le tende pratiche e semplici da assemblare e da trasportare sarebbero potute diventare un valido prodotto da proporre a strutture ricettive già esistenti che abbiano la curiosità di sviluppare un nuovo format ai propri clienti.

Riccardo Arletti, fondatore della startup Tipì

Quale è il suo intento? Che tipo di esperienza vuoi che viva il suo “ospite”?

La nostra neonata startup Tipì ha l’ambiziosa missione di creare pernotti suggestivi, supportando gli operatori del settore extralberghiero a sviluppare forme di ospitalità esperienziale in grado di valorizzare il proprio territorio, attraverso la commercializzazione di eco-tende mobili e accessori ecosostenibili. L’esperienza che vivrà l’ospite sarà all’insegna del comfort e dell’essenzialità, l’intento di Tipì è creare un soggiorno che permetta alle persone di disconnettersi dallo stress e dalla frenesia della vita contemporanea per riscoprire il silenzio e la natura dei luoghi. I nostri accessori in linea con la nostra filosofia green servono per accompagnare l’ospite nell’esperienza fornendo tutto ciò che serve per vivere serenamente l’esperienza ed eliminando tutto ciò che è superfluo.

Dove è presente ad oggi Tipì e dove sogni di portarla?

Il primo prototipo di Tipì è stato installato durante la passata stagione estiva presso il Parco dei Sassi di Roccamalatina, all’interno dell’Agriturismo Casa Rastelli, sulle colline modenesi. In queste settimane stiamo creando una rete di contatti per portare l’esperienza Tipì in almeno una decina di location in tutta Italia a partire dalla prossima estate.

Qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere con questa startup?

L’obbiettivo della startup è rendere il pernotto all’aria aperta alla portata di tutti, contribuendo allo stesso tempo ad aiutare le strutture ricettive extra-alberghiere a risollevarsi dopo il duro periodo pandemia, il tutto nel rispetto dell’ambiente e della natura dei luoghi.

 E’ difficile fare startup in Italia?

Sicuramente la burocrazia in Italia complica le cose, soprattutto l’assenza di una normativa sempre valida su tutto il territorio nazionale. Non penso che in Italia sia più difficile fare impresa rispetto da altri paesi, se l’dea è valida e il mercato pure gli unici errori si trovano nella strategia e nell’organizzazione con cui si intende monetizzare la propria idea.



Sharon Santarelli