Intervista a Nadia Terranova: “Mi piacerebbe scrivere una sceneggiatura”

Nadia Terranova è in Sicilia in questi giorni per il tour di presentazione del libro “Come una storia d’amore”, edito da Giulio Perrone Editore e contenente 10 racconti su 10 donne diverse ambientati tutti a Roma.

La scrittrice messinese, romana di adozione, è oramai una delle scrittrici italiane contemporanee più apprezzate. L’esordio con “Gli anni al contrario” è stato il trampolino di lancio. Ciò che è accaduto dopo solo la conferma del talento e delle capacità stilistiche della Terranova.

Una scrittrice a tutto tondo. Dai libri per l’infanzia e i saggi fino ad arrivare ai fumetti, ai romanzi e agli articoli per testate quali Il Foglio, La Repubblica e il Corriere.

Reduce dall’edizione 2019 del Premio Strega con “Addio Fantasmi” per il quale è stata tra i cinque finalisti e dalla pubblicazione nel 2019 di “Omero è stato qui”, edito da Bompiani Ragazzi, Nadia Terranova ha presentato “Come una storia d’amore” a Fiumefreddo di Sicilia.

Nel cortile del Casale Papandrea, la scrittrice ha parlato del libro e ha dialogato con il pubblico presente e si è raccontata a noi.

“Come una storia d’amore” è il tuo ultimo libro. 10 donne in dieci racconti con al centro Roma. Com’è nata l’idea?

Negli ultimi quindici anni mi sono accorta che avevo sempre scritto dei racconti ambientati a Roma, ma non avevo mai pensato di ambientarci un romanzo.

Mi veniva molto semplice scriverci dei racconti brevi che avessero per oggetto le strade del mio quartiere di Roma Est dove vivo. Mi sono accorta che c’era tutta un’umanità che meritava di essere raccontata ossia la comunità bengalese, i lavoratori e soprattutto le donne che vedevo andare a lavorare o prendere i figli a scuola. Così sono nati questi dieci racconti.

A proposito di donne, nella recente edizione del Premio Strega non sono mancate le contestazioni sulla sestina dei finalisti in cui l’unica donna era Valeria Parrella. Secondo lei oggi che ruolo è stato dato alla donna nell’editoria italiana e quali possono essere gli scenari futuri?

Credo che continua ad esserci un dislivello tra il valore della scrittura delle donne e il loro riconoscimento. Continuiamo a vedere situazioni di potere in cui parlano solo gli uomini o gli stessi gestiscono il riconoscimento dei ruoli e dei posti creando continui dislivelli.

Devo essere sincera: rispetto a questa situazione il Premio Strega è un premio che sta facendo dei passi avanti. L’anno scorso tra i finalisti vi erano 3 donne. Quest’anno in finale vi era solo Valeria Parrella ma tra i candidati nella prima selezione vi erano molte scrittrici. Ci sono dei tentativi e dei passi avanti da parte di un Premio che registra i cambiamenti della società.

Resta il fatto però che le donne premiate sono poche e che c’è ancora molto lavoro da fare.

A proposito di editoria, per “Come una storia d’amore” ha pubblicato con Giulio Perrone Editore. Prima volta di questa collaborazione. Quanto è fondamentale per uno scrittore trovare l’editore che più lo comprenda e lo sostenga?

Volevo fortemente pubblicare questo libro con Giulio Perrone. Il mio editore è Einaudi ma io rivendico una certa libertà di portare avanti i miei progetti con l’editoria indipendente. Prima di tutto per una questione di sostegno e un modo di fare cultura che ha meno possibilità, meno forze anche economicamente. Poi perché non tutti i libri sono adatti allo stesso editore. Credo che un libro di racconti ambientato a Roma fosse più adatto ad un editore indipendente che ad un grosso editore.

Il libro è ambientato a Roma, città dove ha scelto di vivere ma lei è messinese. In cosa ritrova Messina nella sua Roma e viceversa?

Sono due città completamente diverse. Messina è una città che è stata distrutta da un sisma, una città sul mare mentre Roma è una città in cui il mare neanche si sente e che non è mai stata rasa al suolo quindi a me è sempre sembrata invincibile.

Tra tanti problemi, il covid19 ha avuto il grande merito di far avvicinare gli scrittori ai lettori tramite le dirette Instagram. Secondo lei quanto deve svelarsi uno scrittore con il proprio lettore?

Non ci sono regole secondo me. Ognuno fa secondo il suo sentire. Io so perfettamente che cosa posso dire del mio privato e su cosa voglio mantenere il riserbo assoluto. Non mi piace raccontare la mia vita contemporanea né che si accendano dei riflettori sulla mia vita quotidiana, mentre sono molto serena sul parlare di conflitti familiari passati perché sono stati oggetto di scrittura anche se rielaborati.

Ci sono state delle volte in cui per me è stato bello fare delle dirette dalla mia poltrona viola, ma ci sono state delle altre volte in cui volevo staccare la spina senza avere un occhio esterno dentro casa. Ascoltarsi è molto importante.

I libri sono sottoposti ad una classifica. Spesso accade che ai primi posti ci si trovino libri che sono più trovate commerciali che espressione del lavoro di uno scrittore che è tale per vocazione, talento o per la mole di cose da dire. Come si rapporta a ciò?

Io sono fortunata perché sono una delle poche scrittrici in Italia che vive dei suoi libri e della sua scrittura in generale, pur non scrivendo dei libri estremamente commerciali. I miei libri sono andati bene, ma non sono stati degli exploit spaventosi. Per me ciò è molto rassicurante nel senso che quando ero più giovane pensavo di non voler vivere di scrittura, seppur volessi scrivere, per il terrore che vivere di scrittura mi avrebbe portata a scrivere condizionata dal pubblico.

In realtà questo non è avvenuto. Continuo a scegliere di scrivere quello che voglio e magicamente il mio pubblico mi segue perché credo di avere dato un’immagine di me che è coerente. I libri sono diversi tra loro, ma un mio lettore sa che scrittura aspettarsi, che tipo di livello di intimità o di ragionamento su di sé. Per me questa è una grandissima felicità perché significa che io non devo snaturarmi per scrivere, cosa che non sarei neanche capace di fare, ma anche che scrivendo storie che io voglio raccontare, c’è qualcuno a cui interessano. In ogni caso per me è importante non tradirsi e che ogni libro mi somigli.

Racconti, romanzi, articoli e libri per l’infanzia. Non solo scrive per tutti ma sperimenta tantissimo. Cos’è una cosa che vorrebbe scrivere e non c’è ancora riuscita?

Mi piacerebbe scrivere una sceneggiatura per il cinema, magari lavorare ad un adattamento per uno dei miei romanzi. Non so se capiterà ma se capiterà mi piacerebbe collaborare.

Quali sono i progetti futuri?

Ad ottobre uscirà un libro illustrato e a gennaio un fumetto. Per ora non dico di più. Magari dopo l’estate o quando sarà, faremo degli annunci.

Estate. Quali consigli di lettura sotto l’ombrellone per Nadia Terranova?

Ho scritto la prefazione al libro di Madelaine St. John che si intitola “Una donna quasi perfetta” e quindi non posso che consigliarlo.



Sandy Sciuto