Intervista a Leiner: “Messico racconta della paura di essere abbandonati”

Leiner è tornato con Messico, il nuovo singolo con cui dà ufficialmente inizio ad un nuovo percorso, risultato di un viaggio musicale molto intenso che lo ha portato a proporre uno stile diverso e più innovativo attraverso il quale potrà raccontare alcune delle sue storie più importanti ed emozionanti.

Il percorso di Leiner nel mondo della discografia italiana è stato ricco di molte esperienze notevoli che lo hanno formato, nel bene e nel male, insegnandogli che è sempre importante fare tesoro di ogni esperienza proposta. E sembra proprio che oggi Leiner stia raccogliendo i frutti di tutte queste grandiose esperienze dando il via al momento più gratificante della sua carriera musicale.

Ciao Leiner, benvenuto su Social Up!

X Factor è stato il trampolino di lancio che ti ha fatto conoscere al pubblico italiano per la prima volta. Come definiresti questa esperienza? 

Avevo solo 16 anni ed è stata un’esperienza strabiliante. Ho sempre vissuto di musica, ma non avevo mai cantato di fronte ad un pubblico, la definirei certamente come una scommessa. La bellezza del programma sta sicuramente nel dietro le quinte, lavorare con dei veri professionisti ti forma dandoti un primo assaggio del mondo in cui starai per entrare.

Tuttavia, non sempre quella che ti sembra la più grande vetrina poi sia quella che effettivamente ti fa rimanere di più nell’ambiente. Questo mondo è molto difficile, io ne sono anche un po’ l’esempio, e quando fai una cosa grande non significa che sei arrivato, è semplicemente parte del tuo percorso.

Dopo solo un anno sei entrato a far parte dei Dear Jack, una tappa che ti ha permesso di vivere esperienze molto importanti.

Si, ho sempre voluto vivere più esperienze possibili, e alla mia età questa proposta era sicuramente una delle migliori che mi potessero capitare. Ho vissuto delle cose gigantesche: partecipare a Sanremo e fare un tour alla mia età erano sinceramente impensabili.

Con i Dear Jack ho imparato molto. Lavorare in gruppo, condividere 5 idee e vivere la vita frenetica di una band è stato un insieme di avventure che mi hanno formato e reso molto più forte e preparato per il mio futuro musicale.

“Necessito di mettere me stesso al centro della mia esistenza.” 

Questa è la ragione per cui sono tornato a fare musica. Dopo tanti anni in cui avevo messo da parte questo mondo così bello, ma anche complicato da vivere a pieno, ho visto che le persone stavano iniziando a perdere sempre di più la loro identità, dimenticando di esistere. Ed è proprio per questo che ho deciso di tornare a fare musica, vorrei far capire alle persone che noi esistiamo, troppo spesso ci dimentichiamo di noi stessi e abbiamo bisogno di prenderci cura di noi stessi. In questo momento questa frase è sicuramente il centro del mio mondo.

Casa Nostra è il primo assaggio musicale di questa tua nuova parentesi musicale. In questo brano racconti una delle tue esperienze più importanti e lo fai con una facilità e felicità disarmanti. Cosa rappresenta per te questa canzone? 

Per essere veri bisogna anche parlare di se stessi, di cose che si provano e che possono capire anche le persone che ascoltano la tua musica. Il mio obiettivo è sempre quello di far comprendere alle persone il mio stato d’animo e sperare che anche loro si ci possano rispecchiare in qualche modo.

In questo caso, il mio stato d’animo riguardo all’adozione è molto positivo ed è per questo che ho cercato di trasmettere al massimo tutta la mia gratitudine ed energia positiva che provo rispetto a questa esperienza. È difficile trovare canzoni che trattino questo tema, e anche per questo sono molto orgoglioso di aver creato questa canzone.

 Messico è il tuo ultimo brano ed è possibile notare una linea comune a Casa Nostra, sia nella struttura del testo che nella direzione musicale e nell’uso della tua voce. Da dove nasce l’esigenza di condividere un brano come questo con il pubblico?

Ho ricominciato da un anno a questa parte a riscrivere musica pensando soprattutto al mio passato e vissuto. Le persone mi associano spesso ai talent e alle esperienze più rinomate, però nessuno ha mai conosciuto la parte più vera e cristallina di me, ed è proprio il motivo per cui sono nate canzoni come Casa Nostra e appunto Messico.

Messico è una canzone che nasce dopo la fine di una relazione, e il suo principale obiettivo è quello di raccontare una delle difficoltà principali derivanti dall’adozione: la paura dell’abbandono. È inevitabile che un’esperienza del genere ti “costringa” a portare dietro delle paure che, vuoi o no, ti condizionano nella vita di tutti i giorni e, in questo caso, anche nelle relazioni amorose. È sempre difficile riuscire a creare una cerchia intima attorno a te per la costante paura di essere abbandonato, e questo è principalmente quello che mi è accaduto nella relazione di cui parlo in Messico.

Scrivere canzoni del genere è una vera e propria musicoterapia, ti permette di tirare fuori tutte le tue paure e raccontarle a cuore aperto.



Marco Russano