Intervista a Kahlo: “Wasabi Japonica è il mio singolo d’esordio”

Kahlo, all’anagrafe Elisa Calogiuri, ha 23 anni, uno stile essenzialmente elettro-pop e un mondo interiore da sviscerare a suon di musica.
“WASABI JAPONICA” è  il suo singolo d’esordio e un assaggio del suo universo artistico.

Kahlo, con un linguaggio estremamente attuale, racconta i pensieri e le sensazioni dei ragazzi della sua età: le preoccupazioni non dette, le grida silenziose e le prime delusioni d’amore.
L’immagine del “wasabi” vuole proprio rappresentare qualcosa di buono che se assunto però in dosi sbagliate può farci male.

Colpiti e affascinati da questa artista esordiente, l’abbiamo intervistata per conoscere meglio lei e la sua musica

 

Kahlo, il tuo nuovo singolo è “Wasabi Japonica”. Ci racconti com’è nato?

Pensa, “Wasabi Japonica” è nato sostituendo un altro beat che avevo bocciato fin dal primo ascolto, sono molto pignola e ricordo che eravamo in studio quando iniziammo a buttar giù degli accordi che mi fecero volare subito. La top line del ritornello è nata di getto, senza pensarci troppo.

Le sonorità sono decisamente elettro pop e il ritmo è incalzante. Quanto conta per te avere un’identità musicale ben definita?

Secondo me è molto importante scoprire e valorizzare la propria identità musicale, è una ricerca interiore per cui è fondamentale non omologarsi tra altre identità ma bensì distinguersi.

“Wasabi Japonica” è solo l’ultimo passo di questo tuo percorso musicale, ma com’è cominciato?

Ho avuto il piacere di incontrare e conoscere due produttori favolosi sia a livello artistico che personale, sono dei pazzi come me ahah…Questo progetto nasce con loro, abbiamo voluto osare, sperimentare e dare spazio anche a delle sonorità internazionali. Mi piace non limitarmi.

Quando e perché hai scelto di farti chiamare Kahlo?

In realtà dalle superiori ahaha, dopo una lezione di spagnolo che riguardava appunto Frida Kahlo, la mia compagna di classe iniziò a chiamarmi “Kahlo” proprio perché l’abbreviazione del mio cognome “Calo-giuri” ha la stessa pronuncia e somiglianza. Poi era il mio nickname su insta.

Sei giovanissima e “Wasabi Japonica” parla anche dei problemi della tua generazione. Seconto te di cosa ha bisogno la tua generazione che ancora non è stato fatto?

In “Wasabi Japonica” non affronto in modo esplicito i problemi della mia generazione ma ho descritto la realtà di noi giovani sulle preoccupazioni non dette, le grida silenziose e le prime delusioni d’amore. Però posso fare un appunto. E’ una delle generazione dell’epoca moderna, tra le più sfortunate, credo. Siamo sfruttati, i posti di lavoro non sono abbastanza e molti giovani si muovono per l’Europa. Sicuramente siamo una generazione che sta affrontando molte sfide che le precedenti generazioni non hanno visto. Ma se ci mettiamo di impegno non siamo quella “generazione perduta”.

Se potessi, con quali cantanti nazionali e/o internazionali ti piacerebbe fare un featuring?

Mi piacerebbe fare un featuring con vari artisti, avrei una lista infinita.

Nazionali ti direi: Elisa, Mahmood, Madame, Gazzelle, Ernia.

Internazionali: Dua Lipa, Halsey, Anne Marie, Julia Michaels, Coldplay, One Republic.

 

Su cosa ti stai concentrando in questo periodo?

In questo periodo sono in fase di scrittura, il lockdown mi ha spento completamente la creatività e devo ammettere che ho avuto un po’ paura. Ora pian piano sto riprendendo a scrivere.



Sandy Sciuto